"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Allarme: Israele desidera frenare l’avanzata dell’Iran in Siria

Natanyahu

Il primo ministro di Israele, Benjamín Netanyahu, ha espresso la sua forte disposizione ad impedire che l’Iran si trasformi in una potenza militare che svolge un ruolo crescente nel conflitto in Siria, secondo quanto informa il giornale britannico “The Independent”.
“Siamo decisi a prevenire che l’Iran si stabilisca militarmente in Siria, sia sul terreno che in cielo o in mare”, ha sottolineato Natanyahu. Inoltre il leader israeliano ha aggiunto che il suo paese neppure vorrà accettare che Teheran continui a rinforzare le milizie sciite ed a armare i combattenti del movimento militare libanese Hezbollah.

Fino alla data attuale Mosca e Teheran hanno fornto aiuto militare ed umanitario al Governo di Bashar al-Assad nella sua lotta per preservare l’integrità del paese. Così migliaia di unità sciite dell’Iran, Iraq e del Libano stanno partecipando alle operazioni militari assieme alle truppe governative dell’Esercito siriano. La Russia da parte sua ha fornito e continua a fornire massiccio aiuto ed appoggio aereo al Governo di Assad dal Settembre del 2015.

Nonostante questo, Israele, che continua formalmente ad essere neutrale nel conflitto siriano ( mentre in realtà sostiene i gruppi di miliziani che operano in Siria contro il Governo di Asssad), ha promesso in varie occasioni che impedirà l’invio di armi avanzate ai combattenti di Hezbollah, organizzazione che, come l’Iran, non riconosce lo stato sionista.

Inoltre Natanyahu ha informato, nell’aprile del 2016, che Israele aveva realizzato attacchi aerei sul territorio siriano con il fine di bloccare il flusso di armi dalle alture del Golan, tuttavia non ha voluto rivelare altri dettagli.

In contrasto con queste dichiarazioni di Netanyahu, il deputato russo Alexandr Yúschenko della Duna (Camera Bassa del Parlamento russo), si è espresso in proposito dichiarando che la soluzione del conflitto in Siria è possibile soltanto rafforzando la coalizione esistente tra la Russia, l’Iran e la Siria.
“In queste condizioni bisogna rinforzare la coalizione fra Russia, Iran e Siria che realizza azioni reali sul campo nella lotta contro il terrorismo, in tale caso sarà possibile conservare quello che abbiamo ottenuto in Siria”, ha dichiarato Yúschenko.

Il deputato ha dichiarato che la politica degli USA rispetto alla crisi siriana è quella di imporre il caos, dividere il paese e cambiare il potere” e soltanto al compimento dei suoi obblighi da parte della Russia potrebbe mettere allo scoperto la politica del doppio standard degli USA.

Le stesse valutazioni erano state espresse dal ministro degli esteri russo Segei Lavorv il quale aveva stigmatizzato il doppio gioco degli USA che parlano di lotta al terrorismo mentre di fatto in Siria coprono e sostengono le attività di gruppi terroristi come Al Nusra che, ad Aleppo, nei quartieri ancora sotto il loro controllo, tengono la popolazione in ostaggio e che hanno trucidato  i civili che cercavano di fuggire dalle zone da loro controllate.

Fonte: Sputnik Mundo

GTraduzione: Manuel De Silva

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  1. Mardunolbo 3 settimane fa

    Oh,oh, La nazione kazara si è accorta che i terroristi allevati e pur medicati,stanno fallendo miseramente (era ora, dopo 4 anni di guerra sulla pelle del popolo siriano!)e decide di fare la voce grossa! Chissà se qualcuno a Washington od a Mosca ascolterà il grido disperato degli ebrei cui va stretto l’Iran…Di certo non hanno più la Killary dichiaratamente estrema ma hanno il nuovo amico Trump che ha già riaffermato sì la salda amicizia col popolo israeliano, ma ha anche dichiarato di voler stare in pace con la Russia ! Quindi eventuali sortite aeree contro la Siria potrebbero costare care ad Israele in perdita ulteriore di aerei ed uomini senza ottenere alcun beneficio nè politico, nè militare.
    Comunque ogni tanto fa piacere udire parole di verità uscire da Israele.Poverini, hanno almeno 200 atomiche ma solo loro devono avere la prerogativa,tutti gli altri son goyim; quindi indegni di detenere tali strumenti di morte.L’Iran ben si guardava dal costruire atomiche, ma è stato dissuaso comunque con ogni mezzo, compreso un ventilato attacco di guerra preventiva. Ora l’Iran si slancia a difendere alleati da tempo martirizzati ed è quindi arrivato il tempo di mostragli il ditino accusatore “guai a te! “”io posso tutto, non tu!”. Vedremo, vedremo!

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    1. Walter 3 settimane fa

      Il ventilato attacco preventivo all’Iran gli fa vento. L’Iran ha una buona capacità difensiva e può contare sull’alleanza russa. Anche nelle prove di guerra simulata al computer, gli USA si sono resi conto che attaccare l’Iran non é affatto un gioco da ragazzi. Così come non é affatto facile infiltrare in Iran spie e terroristi per destabilizzarlo dall’interno. Sarebbe ora che USA e Israele la smettessero di perseguitare l’Iran, gli hanno già fatto abbastanza carognate e sabotaggi. L’Iran ha il diritto di progredire e svilupparsi e ne ha tutte le potenzialità. E’ proprio questo ciò che temono gli americani e gli israeliani, una repubblica islamica forte e indipendente in M.O.; preferiscono relazionarsi con “quelli dall’anello al naso” (Arabia saudita ed Emirati del Golfo) perché sono più facili da manovrare e da imbrogliare.

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      1. Mardunolbo 3 settimane fa

        Già, semplicemente perchè quelli dall’anello al naso,ex cammellieri od ex allevatori di capre, hanno elezioni farsa, ovvero non sono “democrazie” reali, quanto governi a regime monarchico assoluto…Guarda caso in Iran, Persia, non esiste regime monarchico in quanto hanno sbattuto via in malo modo lo Shà, poichè dava fastidio al grande Satana Usa (così lo chiamava Khomeiny che lo conosceva bene essendo stato montato dagli Usa…).E’ una nemesi storica per gli Usa,governati da ignoranti tenuti per le palle da Israele: trovarsi quelli che hanno appoggiato in tutti i modi(loschi) come nemici incoercibili

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