"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Alain de Benoist: la demondializzazione, sarà il futuro delle nazioni?

Boulevar Voltaire . Da alcuni anni, alcuni autori non dubitano nel parlare di “demondializzazione”. E’ questa una osservazione obiettiva o semplicemente un pio desiderio ?
Alain de Benoist – Dal principio del decennio del 2010 dopo la pubblicazione della famosa opera di Philippin Walden Bello (Deglobalization, 2002), molti autori (Jacques Sapir, Emmanuel Todd, Frédéric Lordon, Edgar Morin, etc.), hanno iniiato a parlare dell’argomento della deglobalizzazione. Marine Le Pen, Nicolas Dupont-Aignan, Jean-Pierre Chevènement, Arnaud Montebourg e Jean-Luc Mélenchon anche loro si sono impadroniti di questo argomento.

Il dibattito incluso è rispuntato di recente: Donald Trump si è fatto eleggere denunciando gli effetti della mondializzazione ed i Brexit ha trionfato grazie al voto delle regioni devastate dalla deindustrializzazione.

Tuttavia questo è meno una constatazione che uno slogan. L’idea generale è che sia possibile mettere fine alla globalizzazione o per lo meno, che è possibile dargli un altro contenuto, una idea con cui, secondo le inchieste, il 65% dei francesi si trova oggi a favore (nonostante la apparente vittoria di Macron).

La globalizzazione come la conosciamo è stata possibile alla fine del secolo passato per effetto della caduta dell’URSS (il sistema sovietico)e  rapidamente si è trasformata in una delocalizzazione , in una deindustrializzazione, precarizzazione e disoccupazione e successivamente un debito che ha avuto come sbocco, negli Stati Uniti, il cataclisma dei subprimes, e nello scoppio di una crisi finanziaria mondiale da cui non siamo ancora  usciti ,che però ha mostrato chiaramente i limiti.

La globalizzazione rappresenta prima di qualsiasi altra cosa, lo spiegamento planetario della logica del capitale, che aspetta di contrarrestare la tendenza al basso tasso di guadagno per il disarmo delle dogane, l’espansione indefinita del commercio, la mercantilizzazione generale dell’esistenza (per la trasformazione in merce di quello che non si era prodotto per essere venduto), e la trasformazione del pianeta in un enorme mercato.

Il motore di questo processo, facendo della dismisura una linea di condotta, risiede in una ideologia del libero commercio fondata sul mito della autosufficienza dei “mercati efficienti”, che parteggia per la sparizione delle frontiere che impediscono la libera circolazione di persone, merce e capitali (quello che spiega la similitudine, in questo punto del discorso, del MEDEF e del seguace dell’ultra sinistra adatto alla redenzione dall’estero, cosa che significa anche abolire le barriere e unificare il mondo per un universalismo politico e filosofico).

Pertanto è molto naturale che le raccomandazioni dirette a demondializzare propongano di attuare prioritariamente sul piano economico e finanziario: il riorientamento delle economie della priorità della produzione per l’esportazione, verso la produzione destinata ai mercati locali, ristabilendo i “circuiti corti” , la proibizione delle delocalizzazioni che mettono in concorrenza i lavoratori autoctoni con quelli di quei paesi dove la mano d’opera è meno costosa e le norme di produzione meno restrittive, la rilocalizzazione avvicinando i luoghi di produzione ed i luoghi di consumo, protezionismo e regolamentazione commerciale , recupero delle imposte di dogana ai paesi con salari bassi, caricando le transazioni finanziarie e i benefici delle mutinazionali, il controllo dei capitali e il drenaggio graduale della sfera specualtiva, il ripristino della divisione fra banche di investimenti e banche di depositi, la lotta contro le frodi sui prezzi di trasferimento, l’abbandono del dollaro come moneta di riserva mondiale, ecc..
Si tratta, il altri termini, di fermare la tendenza verso l’eliminazione dei limiti di un sistema che necessita di sopprimere tutti gli ostacoli (politici, culturali e sociali) che rendono difficile l’espansione e la riproduzione concentrata del capitale.

Per ottenere questo, occorre garantire che la politica riaffermi di nuovo la sua tutela sull’economia.
BV- Dopo il mondo bipolare ed il mondo unipolare, apparentemente entriamo in un mondo multipolare. Vuole questo dire che, per lo meno sul piano geopolitico, già siamo usciti dalla globalizzazione?

AdB – La globalizzazione è iniziata con un momento unipolare, che è quando gli USA hanno pensato di gettare le basi di “un nuovo secolo americano”, nello stesso momento in cui Francis Fukuyama si è azzardato ad annunciare “la fine della storia”. Questo momento non è durato per molto. L’ascesa della Cina e della Russia, quello che si annuncia in altri paesi emergenti, mostra chiaramente che stiamo passando da un universo a un pluriuniverso, vale a dire, ad un mondo multipolare. L’ironia della Storia è che mentre che la fine della URSS aveva reso possibile la globalizzazione, adesso è piuttosto il risorgimento della Russia quello che ne segna la discesa! Questo è ovviamente una buona notizia – o, piuttosto, lo sarebbe se l’Europa stessa fosse una potenza, na adesso non è altro che una somma di debolezze.

BV- In questa prospettiva, c’è ancora un futuro per le vecche nazioni o bisogna aspirare alla creazione di nuovi blocchi europei, americani, africani, orientali o asiatici?
AdB- Risulta tanto più difficile opporsi alla globalizzazione quando si fa da una base più piccola. I paesi isolati, per esempio, difficilmente possono opporsi loro soltanto all’onnipootenza dei mercati finanziari. Questa è anche la ragione per cui, mettendo in conto i rischi di ritorsione (o della “guerra commerciale”), un protezionismo su scala continentale europea sarebbe più efficace che non un semplice protezionismo nazionale, che ancora è meglio che nessun protezionismo in assoluto.

L’ideale sarebbe ottenere “grandi spazi” autocentrati, relativamente omogenei, che costituirebbero tanti poli politici, economici e di civilizzazione di fronte alla attuale globalizzazione. Il realismo obbliga a dire che stiamo ancora abbastaza lontani Questo sarà senza dubbio il percorso che si finirà per prendere, ma porterà tempo.

Intervista realizzata da por Nicolas Gauthier.

Fonte: Boulevard Voltaire

Traduzione: L.Lago

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  1. Giorgio 3 settimane fa

    Nella globalizzazione non ci siamo mai entrati oppure si è fatto strame dell’etimologia e quindi ci siamo entrati, praticamente siamo in un piena immersione schizofrenica.

    La globalizzazione è un processo d’interdipendenze economiche, sociali, culturali, politiche e tecnologiche i cui effetti positivi e negativi hanno una rilevanza planetaria, tendendo ad uniformare il commercio, le culture, i costumi e il pensiero.
    Globalizzazione – Wikipedia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Globalizzazione

    Non c’è niente da aggiungere alla definizione più sopra, è più che esaustiva per squalificare completamente il senso dell’articolo.

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    1. A 3 settimane fa

      Le interdipendenze, che siano economiche, sociali o politiche, non sono spuntate per generazione spontanea.
      Sono state il frutto di accordi e trattati, firmati spesso all’insaputa della gente sulle cui spalle ne sono stati fatti ricadere gli effetti deleteri.
      Per l’uniformazione tendenziale delle culture, costumi e pensiero non c’è neppure qui nessun processo spontaneo.
      C’è sicuramente un desiderio di farlo avvenire attraverso le più martellanti campagne mediatiche,
      campagne propagandistiche spacciate per informazione e condite di distorsioni manipolazioni e menzogne sfacciate.

      Quindi signor Giorgio direi che il suo intervento non significa nulla.
      E mi complimento per la raffinatissima fonte culturale a cui attinge: Wikipedia, perbacco!

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      1. Giorgio 2 settimane fa

        Le sono debitore e riconoscente per l’esame a cui mi ha sottoposto e per il più che positivo giudizio che mi ha assegnato.
        A rileggerla.

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      2. PieroValleregia 2 settimane fa

        Wikipedia: il nulla cosmico, è più affidabile Corto Maltese di Hugo Pratt. Decisamente !
        saluti
        Piero e famiglia

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        1. Mardunolbo 2 settimane fa

          Caro Piero, certi soggetti , il nulla interiore lo riempiono con Wikipedia e con i commenti scarni , ma diffusi alla prezzemolo …Come una certa sciura maria di altro sito che ha cominciato a scrivere le sue sciocchezze, accettate dalla redazione, finendo per disamorare quanti cercavano di portare un contributo fattivo e colto agli argomenti.
          Sono i “vuoto-pensiero” cui internet permette di esprimersi . Pazientare è esercitare una virtù…di cui ho poca quantità !

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          1. PieroValleregia 2 settimane fa

            … non ti curar di loro ma guarda e passa …
            saluti
            Piero e famiglia

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          2. mimmo 2 settimane fa

            Oddio…un paio di volte ho attinto informazioni da wikipedia…mi sento avvilito…

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          3. Giorgio 2 settimane fa

            Mimmo, io lo faccio abitualmente, e allora?

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      3. Giorgio 2 settimane fa

        Signor A onde questa notte il suo sonno non sia disturbato da gnomi etimologici mi permetto di suggerirle la lettura della geremiade riguardante il termine “globalizzazione” contenuto da: “http://www.treccani.it/enciclopedia/globalizzazione/”.
        Mi auguro di averle fatto cosa gradita.

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  2. nessuno 2 settimane fa

    Bella la raffigurazione della Terra tonda(?), tonda(?)
    Bella, come lo sbarco lunare…..
    Bella, come la geo-ingegneria…..
    Bella, come una “balla”
    E infine: non è bello quello che è bello ma è bello quello che piace…
    Bella, la domanda che mi hanno fatto: perché l’acqua non piega?
    Bella, anche la mia risposta: non lo so!
    Bella, cosa l’indottrinamento sin da bambini….
    Bella, cosa essere come siamo……..

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    1. Giorgio 2 settimane fa

      Ah ah ah ah, ah ah ah ah ah, ah ah ah ah!

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  3. nessuno 2 settimane fa

    Ci sono una o più maniere di essere coscienti
    -semplicemente ignorare il soggetto perché
    -non ne si conosce l’esistenza,
    -fare finta di niente pur conoscendone l’esistenza,
    -non porsi domande,
    -darsi risposte di comodo,
    -mentire agli altri
    -mentire a se stessi,
    -auto assolversi.

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    1. Citodacal 2 settimane fa

      La progressione è interessante (però le considererei maniere per essere incoscienti, piuttosto che coscienti): alfine, tutto si riduce al mentire a se stessi (tutte le altre possibilità elencate ne sono una conseguenza implicita).

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    2. Giorgio 2 settimane fa

      Sono manifestazioni di patologie epatiche.

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      1. Riki 2 settimane fa

        no… è come incontrare in mare aperto, un ingrassa psicologi, che vuole catturare un barracuda con il filo di lana per gli agoni

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        1. Riki 2 settimane fa

          sono del segno dello scorpione con ascendente gemelli: autolesionista…ma ho per fortuna la vista. Sarò stato un falco in un esistenza passata, un osprey; gli psicologi gli stenderei al primo round. secondo me la ricetta per svegliare gli italiani è bastonarli sul calcio! (ahahahah) tipo: Francia Italia 5-0, Usa Italia 7-0, Germania Italia 9-0, Cina Italia 29-0 – allora gli italiani si darebbero alla politica.. e cose più importanti ancora!

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          1. Riki 2 settimane fa

            Li stenderi al 1 round!

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      2. Riki 2 settimane fa

        stano tutti male… chi ha la tosse.. chi il mal di gola! …raffreddore cronico – chi ha la febbre… chi ha le allergie.. chi ha il mal di testa.. CHI HA L’ASMA…CHI HA …MAH VAAAA ! e sono le malattie di stagioneee – normaleeeeee- tranquilli è sempre stato cosiii LA MORTE!! è oohh? bisogna morire eeeh? DEPOPULATION:

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        1. Riki 2 settimane fa

          e intanto il piano dell’ELITE avanza… i negri caporali diranno TU! morire o BUMBABUMBA!? IO??? morire!!!!!!! si??? vuoi morire???? si! preferisco morire!!!! – va bene! va bene! tu vuole morire….però prima! BUMBABUMBA!!!!!!! ahahahahah

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          1. Riki 2 settimane fa

            …..e i milioni di ammalati di altzheimer??? normaleeee! malattie della nostraepocaa! bum bum bum bum! – bum bum bum bum! – bum bum bum bum!…. tu! morire o bumba bumba?

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      3. Riki 2 settimane fa

        eregeranno grattacieili a forma di fallo – ci saranno milioni di sboldrine a 90 gradi che urleranno lo vogliooooo! I ngri saranno la popolazione dominante del pianeta! bubum bubum – bubum bubum – i cieli saranno come blade runner (lo sono già) bubum bubum…orge di gay e lesbiche…. bubumbubum- bubumbubum…….LA NUOVA BABILONIA…- poi…un asteroide colpirà la terra e tutto si disintegrerà – che bello! Ma purtroppo una particella di polvere vagherà nello spazio per miliardi di anni luce… e poi si depositerà su un pianeta pulito …. sfiga totale! e l’orgia continuerà….dall’inizio alla fine … finché verranno inghiottiti in un buco nero e rimarranno prigionieri per l’eternità – che bello ! ci saremo liberati dall’elite per sempre!!!! cheers!

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        1. Riki 2 settimane fa

          mi auto assolvo per quello che ho scritto visto che, viviamo in un epoca dove il valore massimo e assoluto è la moneta. Dio (se esiste) è un pazzo o è un sadico: come ha potuto creare degli individui che per le banconote si vendono le loro madri?

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          1. Citodacal 2 settimane fa

            Se tu avessi un figlio che, nonostante l’educazione da te impartitagli, decidesse di comportarsi da emerito coglione, vorrebbe dire che tu sei un pazzo oppure un sadico?

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          2. Riki 2 settimane fa

            no, hai ragione Citodacal. Momenti di sconforto mi prendono! Comunque volevo dire ancora questo – David Icke scrisse in un suo libro: la cosa che spaventa di più l’Elite è che l’umanità possa prendere coscienza e diventare libera, levarsi le catene. Questo sicuramente lo hanno detto molti, ma mi ha colpito come lo descrive lui. Viviamo in una realtà completamente manipolata. La rivoluzione dev’essere spirituale, mai armata, quello che terrorizza l’Elite è questo. L’uomo che si libera dalle catene e diventa libero. Ciao, grazie per avermi scritto. Scusa se ho detto così..

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          3. Citodacal 2 settimane fa

            @Riki
            Icke confabula su rettiliani e altre sciocchezze che non fanno altro se non deflettere il problema reale altrove; se vuoi un consiglio spassionato, lascialo perdere (perdona la franchezza).
            Credere d’essere schiavi per causa reale di qualcun altro significa infatti continuare ad esserlo, accreditando a quegli una importanza e un potere che non possiede, se non in apparenza e temporaneamente. Se tu confidassi a un maestro zen di non essere libero, ti chiederebbe: portami i tuoi legacci e ti libererò. Ma anche tu, come chiunque altro, non sapresti né potresti portarglieli, perché non li troveresti in nessun luogo se non entro te stesso. Ragion per cui il Dhammapada dice (versetto 92):

            “Come gli uccelli non lasciano
            orme nell’aria
            la sua mente non si aggrappa
            alle tentazioni che gli si offrono.
            La sua rotta
            è lo stato di liberazione senza tracce
            invisibile agli altri.”

            Stai bene e non agitarti troppo.
            (per sostenere lo sconforto, così come ogni altra forma di condizionamento, occorre allenarsi assiduamente e nel modo corretto, secondo un’autodisciplina d’ordine fisico e mentale; una siffatta pratica si prende in seria considerazione allorché l’essere continuamente strapazzati dai propri stati d’animo sia divenuto insopportabile, e da lì in poi inizia la genuina lotta con se stessi; potrebbe richiedere una vita intera, in cui si cade e ci si rialza ripetutamente, ma l’alternativa reale quale davvero sarebbe? Sia il maestro zen Deshimaru che il maestro d’arte marziale Funakoshi, a chi chiedeva loro per quanto tempo praticare, rispondevano: “fino all’ultimo istante di vita”…)

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          4. Giorgio 2 settimane fa

            ” un maestro zen ” potrebbe indicarmi l’indirizzo, Citodacal?
            Ho una montagna di legacci da consegnargli.

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          5. Citodacal 2 settimane fa

            @Giorgio
            Fausto Taiten Guareschi, presso il monastero di Fudenji, Salsomaggiore Terme, PR.

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          6. Giorgio 2 settimane fa

            Grazie, Citodacal.

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        2. Riki 2 settimane fa

          mia madre ha l’alzheimer – quando giro per strada vedo auto e cellulari, auto e cellulari. A volte esplodo, poi ritorno in me – chiedo scusa per quello che ho scritto

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          1. Riki 2 settimane fa

            A parte i rettiliani, vero o falso, (veramente, sinceramente, è la cosa che mi interessa meno, condivido con lui il fatto che le persone in cima alla piramide del potere, (sul dollaro c’è la loro firma – la piramide e l’occhio) se vogliamo chiamarle così, hanno comunque ben poco di umano, non hanno nessuna empatia per noi. Comunque, è giusto che ognuno abbia le proprie idee, mi riferisco a noi, – segua il proprio cammino, e faccia le proprie scoperte. Io non amo ripetere le cose che ho già scritto in precedenza; non devo convincere nessuno, ne volere ragione di quello che ho detto, ne dibattere, peggio che mai, in rete! (qui non si tratta più di credere in base al nostro sapere e background, ma si può vedere la realtà e la manipolazione con i propri organi sensoriali. Ogni giorno! Ho mostrato debolezza prima, in forma di vittimismo, rabbia, impotenza e rassegnazione momentanea, penso però che la debolezza vera sia accettare la realtà così com’è; accettare quello che vediamo, ci viene detto dai media, dalle istituzioni, politiche, scientifiche, etc..- come normale, vero, esatto. Vivere senza porsi domande, conformarsi al pensiero unico, (chi + chi-) per opportunismo o inconsapevolmente. Mi fermo qui – Ciao Samurai, se ti incontrassi per strada ti riconoscerei? ahah!

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          2. Citodacal 2 settimane fa

            Non sottovaluterei, né disprezzerei la debolezza come qualità (i taoisti prendono quella dell’acqua come paradigma: e l’acqua, proprio in virtù della sua debolezza yin, sa essere pervasiva d’ogni cosa così come mostrare una potenza non indifferente in certe circostanze). Vedi quanti luoghi comuni abbiamo nella testa? È proprio del sistema quello di volerci “forti”, così come “perfetti”, poiché il “debole” e l’ “imperfetto” soccombono; eppure non esiste arte marziale che non sappia impiegare al meglio anche la “debolezza” (ad Austerlitz Napoleone, in leggero svantaggio numerico, vinse splendidamente d’azzardo mostrando il proprio fianco destro indebolito; gli avversari credettero alla lusinga d’essere più “forti” e s’infilarono nella trappola).
            Si tratta dunque di saper comprendere cosa sia la debolezza come vizio, e cosa invece come parte integrante della realtà. Come vedi, le cose non sono affatto lineari come appaiono (e ho preso solo la debolezza ad esempio). Senza comprendere quanto, inconsapevolmente, si faccia comunque “parte” del sistema, non ci si libera davvero.
            Buona giornata.

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          3. Riki 2 settimane fa

            ..anche a Te Citodacal. Vorrei non avere l’ultima parola de controbattere quello che dici, perchè è vero. Vorrei fare solo questa riflessione ancora, stando nel contesto del blog C.I. ( ai quali devo aver rotto le palle) – L’euro e la catastrofe economica italiana, ha ridotto gli italiani a un nazione del terzo mondo (sotto certi aspetti) Una nazione che in casi di emergenza (come un terremoto, o le scuole fatiscenti..l’occupazione e i salari e tanto altro.. non può emettere moneta a deficit – è una nazione morta, e c’è chi guarda ancora in tv i servi del potere e di banche usuraie parlare di Europa, libertà e democrazia. E’ paradossale, assurdo! ..e se questa strategia non è distruggere le popolazioni, indebolirle, rimbecillirle completamente, che cos’è? Questo è un punto di importanza vitale, ma non è l’unico, nel quadro dell’agenda dell’Elite, per uccidere lentamente la mandria (quello che ci considerano)

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          4. Riki 2 settimane fa

            Citodacal, volevo dirti solo questo ancora e poi mi adombro per sempre. Non ho padronanza del linguaggio come te, forse sarò ridicolo: hai parlato di Napoleone e del trucco della debolezza. Di Yin e femminilità. Infondi calore e sicurezza quando scrivi. Sei un esteta, elegante nei gesti come una donna giapponese, un guerriero che conosce l’arte della katana: Citodacal, ma chi sei? ahahah! ti troverò prima o poi, a mangiare con le bacchette, nel fumo delle pietanze di un ristorantino all’aperto a Saigon. ahahahah!

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          5. Riki 2 settimane fa

            c’è una frase che scrisse Osho che mi è rimasta in memoria: ( si, quello che amava le rolls royce..non ha importanza) disse: il passato è un illusione. Nella mente immagino di spaccare un bicchiere e poi rimetterlo insieme con la colla. Lo osservo: quella è l’illusione del passato

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