"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Aggressione all’autobus, guerra tribale dei nuovi immigrati

Autobus corcolle

Dal Il Tempo

“Stava guidando l’ autobus della linea 042, che da Lunghezza porta a Corcolle, periferia est di Roma, quando un gruppo di persone ha cominciato a lanciare contro il mezzo bottiglie e altri oggetti tanto da rompere anche un vetro. E’ accaduto nella serata di ieri ad una autista donna dell’Atac che una volta rientrata al capolinea, spaventata ma non ferita, ha raccontato tutto al capo di turno. L’Atac riferisce che sta raccogliendo gli elementi da fornire alle forze dell’ordine «in vista di una possibile denuncia contro ignoti». L’azienda, che esprime solidarietà all’autista, fa sapere inoltre che la 33enne è stata contattata «immediatamente» da personale dell’azienda che le ha fornito anche supporto psicologico. L’Atac sottolinea inoltre che a breve si confronterà con le forze dell’ordine per valutare le criticità di quella zona: «Già alcuni mesi fa – spiega l’azienda – avevamo inviato una lettera alle forze dell’ordine per rappresentare le criticità di alcune zone sul fronte sicurezza».
“Mi urlavano: t’ammazziamo”. «Ho vissuto minuti di panico totale, con l’ autobus tempestato di calci e pugni da 30-40 persone, quasi tutti di colore, che mi urlavano di tutto. Hanno pure lanciato da fuori una bottiglia, che come un proiettile ha frantumato un vetro. Nel frattempo la gente attorno se ne fregava: forse è stata proprio l’indifferenza la cosa più brutta. È uno schifo». È il racconto, dopo una notte insonne per lo shock subito, di Elisa D.B., 33 anni, autista dell’Atac che ieri sera è stata aggredita due volte mentre guidava una vettura della linea 042, nella zona di Corcolle, periferia est di Roma”.

Commento di Luciano Lago

Il recente attacco ad un autobus a Roma in zona periferica (Corcolle, zona Tiburtina)con l’aggressione tentata alla conducente, è un episodio grave e premonitore di quanto si prepara nel prossimo futuro nell’assetto sociale italiano a seguito delle demenziali politiche fatte dagli ultimi governi sulla questione immigrazione.
La giovane autista, dipendente dell’ATAC, una ragazza di 33 anni, ha rischiato il pestaggio e la violenza da una turba di nuovi immigrati africani alloggiati nella periferia di Roma a seguito dell’operazione Mare Nostrum. L’episodio non è nuovo e si è ripetuto anche il giorno dopo su un altro mezzo, tanto che, la società di trasporto pubblico di Roma, adesso inizia a pensare a cabine blindate per gli autisti donne.
L’aggressione ed il saccheggio dell’autobus hanno creato un clima di terrore e di violenza che si è diffuso nel quartiere, mentre cresce la paura di circolare in quella periferia urbana di Roma , in specie per donne sole che rientrano dal lavoro la sera, lo stesso per le persone anziane e comuni cittadini che si sentono indifesi di fronte a questi elementi violenti ed aggressivi. Da qui, per reazione a tali episodi, sono iniziate manifestazioni di protesta e le “rappresaglie” come prevedibili da parte di persone del quartiere. Si innesta il conflitto sociale tra le etnie  antagoniste (ragazzi di borgata e africani immigrati). Vedi : Immigrati attaccano  autobus e a Roma scatta la rappresaglia.

Bisogna considerare che il sistema dell’aggressione per reclamare propri “diritti”, è di fatto un sistema abituale per gli africani che hanno sempre vissuto in contesti tribali e che si trovano di colpo inseriti in un ambiente ed una cultura a loro del tutto estranei alla quale non sono abituati e di cui non conoscono nè le regole, nè la lingua. Hanno però capitò di trovarsi in un contesto debole dove, con la violenza e la sopraffazione (soprattutto se fatta in gruppo) si ottiene quello che normalmente non sarebbe possibile avere.

Questo succede mentre le autorità di governo ed istituzionali    seguitano a sostenere la validità della politica di immigrazione incontrollata e non perdono occasione per esaltare l’integrazione ed il “nuovo stile di vita” degli immigrati quale “esempio” per tutti gli italiani (Laura Boldrini, testuale).

Attualmente la politica si balocca nel discutere di articolo 18 e riforme ma non ha la percezione di quanto sta covando in molte periferie urbane per effetto della disoccupazione, della mancanza di opportunità, della crisi che produce la chiusura di molte attività commerciali e piccole imprese che popolavano il panorama delle periferie con il conseguente incremento parallelo delle attività illegali, con l’aumento della delinquenza, dello spaccio ed ora aggravato dalla presenza di bande di delinquenti immigrati che vagano incontrollate e senza meta sul territorio e godono di una intollerabile protezione per solo fatto di essere arrivati come clandestini.
Non è difficile prevedere che questa situazione andrà a determinare un prevedibile dissesto sociale, scontri  e turbative che avranno forti ripercussioni sulla sicurezza e sull’assetto collettivo di buona parte della popolazione che vive nelle aree urbane più difficili. Questi episodi sono soltanto le prime avvisaglie.

Tutto questo però sembra che non interessi ha chi avrebbe la responsabilità di governare il paese, visto che la classe politica dei Renzi, degli Alfano e compagnia sembra solo esclusivamente protesa ad obbedire alle direttive che provengono da Bruxelles: accogliere tutti senza distinzioni,  lo impone la Commissione Europea e risulta facile capire quale sia il piano: serve la nuova manodopera di riserva che sarà utile poi ad essere impiegata in quelle forme di lavoro sfruttato che molti cittadini italiani oggi non accettano ed ancora meglio per annientare l’identità nazionale e culturale del paese.

E’ questione che scriviamo da tempo: L’Italia per i poteri globali è un campo di sperimentazione per abolire ogni sovranità dello Stato, per sopprimere l’identità nazionale e culturale, per arrivare ad una omologazione del mercato in base ai canoni dettati dalle centrali di potere sovranazionali. L’immigrazione serve appunto a queste finalità, non è un caso che a questa siano state spalancate le porte di questo paese.

Vedi anche: “Immigrazione di massa  come arma letale del mondialismo”

*

code

  1. Werner 2 anni fa

    Non é civilizzato Mario Barwuah adottato Balotelli che é nato a Palermo da genitori ghanesi e cresciuto nella Val Trompia, figuriamoci se é possibile civilizzare questi subsahariani clandestini che sbarcano adesso.

    Il DNA é sempre quello, chi é africano ovunque nasce e ovunque si stabilisce, é sempre un africano, é inutile che media di regime (e di distrazione di massa) vogliono convincere la gente che essi sono i “nuovi italiani”, loro immigrando in Italia la trasformano a immagine e somiglianza dei loro luoghi d’origine, ed é normale perché noi rispetto a loro non siamo solo più evoluti, ma distanti anni luce culturalmente e geneticamente.

    Ci sono luoghi come Castelvolturno, in cui molte zone ricordano quartieri degradati di Lagos o Nairobi, perché gli africani ovunque vanno portano degrado. Ma anche diverse zone delle grandi città come la stessa Roma, Milano, Torino, Genova e le province lombarde, venete e friulane ad alta immigrazione come Brescia, Bergamo, Pordenone, Udine, Treviso e Vicenza, che a causa dei troppi senegalesi, ghanesi e nigeriani che vi sono giunti negli ultimi anni, sono diventate delle vere e proprie colonie africane, e questo perché gli abitanti locali stanno zitti e subiscono in silenzio l’invasione.

    L’immigrazione é un fenomeno pilotato dalle élite del potere mondialista di matrice giudaico-massonica che vuole instaurare il NWO, ovvero gli USA a livello planetario, il cui obbiettivo é proprio quello di creare queste situazioni e portare alla disgregazione delle nazioni europee.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Marco Zorzi 2 anni fa

    Un Luciano Lago acuto e preciso nella sua analisi.
    Grande apprezzamento.

    Rispondi Mi piace Non mi piace