"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Africa, crescita vertiginosa di Special Forces Usa

di Salvo Ardizzone

Le Special Forces sono divenute lo strumento preferito delle Amministrazioni Usa per mettere in atto quelle “shadow wars” tanto care allo Zio Sam; per questo la loro presenza in un Continente testimonia l’interesse reale di Washington per quell’area, e segnala come un termometro il livello di ingerenza a Stelle e Strisce nelle dinamiche locali.

Ebbene, negli ultimi 10 anni l’Africa ha conosciuto il più vertiginoso aumento del dispiegamento di Special Forces Usa di qualsiasi altra parte del mondo. Secondo i dati forniti dall’Us Special Operations Command, nel 2006 solo l’1% dei suoi effettivi inviati all’estero erano schierati in Africa; nel 2016 la percentuale è passata al 17,26%, seconda solo a quella del Grande Medio Oriente, dove gli Usa sono impegnati in Siria, Iraq, Yemen e nell’eterno mattatoio dell’Afghanistan.

Ma è soprattutto la missione ad essere diversa: non si tratta di scontrarsi contro un avversario ufficiale per fare la differenza, in Africa le Special Forces Usa sono impiegate in operazioni “coperte” e comunque adottano un basso profilo. Secondo quanto dichiarato dal generale Donald Balduc, capo dell’Us Special Operations Command Africa, quegli uomini devono appoggiare gli alleati/complici scelti di volta in volta da Washington, col sottinteso che a quei reparti spetta un lavoro silenzioso e “sporco”, volto a puntellare regimi discutibili e a perseguire scopi inconfessabili.

Ma anche qui le cose stanno cambiando rapidamente, di pari passo al dilagare delle missioni, come in Somalia, dove le Special Forces sono ormai impiegate apertamente per eliminare i capi degli al-Shaabab e contrastarne il ritorno, o in Libia, dove sono state e sono sul campo al fianco di diverse fazioni, come a Sirte.

Dai dati che emergono, è il loro utilizzo complessivo che è in crescita vertiginosa: secondo quanto riferito dal gen. Balduc, al momento su quel teatro sono operativi 1.700 elementi delle Special Forces, incorporati in missioni basate in 20 diversi Stati, ma in realtà, incrociando i dati, secondo la testata The Intercept esse hanno operato ed operano in almeno 33 dei 54 Paesi africani; una rete di basi ed elementi che avvolge l’intero Continente.

Balduc sostiene che la missione principale dell’Us Special Operations Command Africa, ovvero di quella rete di operativi delle Special Forces, è indirizzata a formare e potenziare le forze di sicurezza locali contro i comuni nemici. Peccato che la stragrande maggioranza degli Stati africani che hanno ospitato quelle missioni di addestramento nel 2016, hanno visto le proprie forze di sicurezza accusate di gravi violazioni dei diritti umani, come in Algeria, Nigeria, Congo, Kenya, Tanzania, Mali, Mauritania, Camerun e così via.

Stando ai dati raccolti da The Intercept, le Special Forces Usa sono presenti anche in Sudan; singolare, visto che per decenni il Paese è stato additato da Washington come sponsor del terrorismo; ma, a quanto pare, elementi delle Special Forces, unitamente a funzionari del Dipartimento di Stato, hanno più volte incontrato le autorità sudanesi “per discutere della sicurezza globale della regione”. Una motivazione talmente generica da sembrare coniata apposta per coprire i più inconfessabili intrecci.

Da quanto detto, emerge un crescente groviglio di torbide “shadow wars”, condotte da Washington in tutta l’Africa impiegando le Special Forces come insostituibili pedine per puntellare alleati/complici, eliminare avversari, ostacolare concorrenti e comunque perseguire a prescindere gli interessi a Stelle e Strisce in tutto il Continente.

Fonte: Il Faro sul Mondo

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  1. Umberto 5 mesi fa

    E’ a tutti gli effetti un cancro di una gravità incommensurabile che, con una miriade di metastasi in continuo e capillare aumento, affligge e divora letteralmente il pianeta, uccidendolo con crescente velocità ed espansione. Viene il voltastomaco poiché non esiste, nemmeno a volerlo immaginare, un mostro più orrendo di questo, certamente senza pari nella storia dell’ umanità. Un forte senso di schifo mi procura il solo pensiero della bandiera americana, che associo allo sporco e al corrotto. Sarei curioso di sapere se qualche americano degli States prova qualche senso di vergogna ad appartenere ad una simile cittadinanza. Sono i primi della classe in ogni forma di nefandezza e crimine contro l’ umanità e i bambini. Sono gli zar del narcotraffico mondiale, del furto e del contrabbando del petrolio e di tutte le altre forme di energie oggi conosciute, più grandi trafficanti di schiavi e in particolare di donne e bambini, venduti senza pensarci due volte al mostro di turno, i più attivi commercianti di organi umani e animali, i più barbari saccheggiatori delle ricchezze come metalli e pietre preziose con delega diretta dei giudei di Anversa, i più accaniti torturatori… e la lista non finirebbe mai. Sono gli autori più attivi e feroci di tutti i crimini più odiosi e nefasti conosciuti dall’ essere umano. E l’Italia è il servo più fedele e collaboratore più solerte. ci si pensi bene quando si giudicheranno coloro i quali hanno collaborato in stretta complicità, senza dimenticare quelli che tutto propagandarono di buono nei loro confronti e nulla osarono dire contro, chiaramene prezzolati per farlo. Da Scalfari a De Bortoli a Mieli a Mentana a Lerner ad Augias alla Gruber ecc. ecc. avvoltoi assassini la pagherete perché il sangue innocente grida vendetta.

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    1. Giorgio 5 mesi fa

      Umberto mi ha reso afasico, pur con immani sforzi non sono riuscito a raccattare nulla da aggiungere al suo commento, la prossima volta la prego di lasciare qualcosa anche per me. Grazie.

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      1. Citodacal 5 mesi fa

        Questa volta sono io a esprimere perplessità (non certo rilevanza, o preoccupazione) per i due segni negativi al commento di Giorgio: quale dispiacere vi possa essere nel leggere l’affermazione di stima d’un soggetto nei confronti delle argomentazioni d’un altro soggetto, non capisco.

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        1. Giorgio 5 mesi fa

          Non si curi di loro, ma guardi e passi, certamente saranno dei pentastallati.
          Le sono riconoscente della solidarietà.

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    2. nessuno 5 mesi fa

      Un’eccellente post non c’è dubbio, ma purtroppo è, e resterà solo uno scritto,
      parole al vento e purtroppo resteranno parole al vento, ma aggiungo:
      “poche parole bastano a chi capisce per cambiargli la vita, mentre
      il più bel discorso fatto a chi non capisce non gli cambia nulla…”

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  2. Ares 5 mesi fa

    Una Nazione dove non ci sia lo zampino degli USA, ma non sono stanchi anche loro.

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  3. Walter 5 mesi fa

    Uno dei principali scopi (peraltro dichiarato) degli USA è quello di contrastare l’egemonia cinese nel continente africano. Gli scambi commerciali tra Cina e Africa sono aumentati notevolmente negli ultimi decenni e i cinesi sono praticamente gli unici ad investire in infrastrutture. La Cina è presente in 45 dei 54 stati africani e, a differenza di USA e Europa, non pongono precondizioni (politiche) quando stipulano accordi. Penso che gli USA incontreranno difficoltà notevoli nel boicottare i progetti cinesi. Gli africani sono (giustamente) prevenuti nei confronti di USA e Europa, da cui hanno subito secoli di colonizzazione, ingerenze, ricatti, sgambetti, cambi di regime e altre carognate varie. Ai cinesi interessa solo fare affari e non si pongono come “moralizzatori”. Per la Cina, l’Africa è un serbatoio prezioso e irrinunciabile di materie prime, oltre che un mercato in espansione. Il vantaggio degli USA è che boicottare e distruggere è più facile che costruire ma i cinesi in Africa sono ormai ben radicati e abbastanza versatili e pragmatici nella scelta dei loro interlocutori e non si faranno certo scoraggiare dalle azioni di disturbo degli americani.

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