"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

A quale gioco si sta prestando Beppe Grillo?

Beppe Grillo comizio Aprile

di Luciano Lago

Mentre si avvicina la data delle elezioni europee una grande preoccupazione serpeggia nei partiti come il PD, e gli altri della coalizione di governo delle “larghe intese”,
Il malcontento e la protesta di una buona parte dell’opinione pubblica è ormai nettamente maggioritario rispetto alla base elettorale dei partiti tradizionali allineati sulle posizioni di difesa delle politiche dell’eurocrazia e dell’euro.
La protesta sembra che sia in larga parte intercettata dal movimento 5 stelle di Grillo mentre soltanto una minima parte potrà essere raccolta dai movimenti dichiaratisi nettamente anti europeisti come la Lega di Salvini e i F.lli D’Italia, causa i loro trascorsi.
L’incognita è rappresentata dall’astensione ancora potenzialmente molto alta nell’elettorato, disgustato in massa dalla politica o reso abulico rispetto ai messaggi di questa politica.


Il travestimento del PD di Renzi come “nuovo” ed “innovatore”, grazie alle massicce campagne di marketing confezionategli dai suoi sponsor americani della Mc Kinsey, nonché i regali preelettorali come gli 80 euro in busta paga, possono ingannare una parte degli elettori ma non tutti ed in specie quelli che non dispongono di una busta paga e non hanno prospettive in questo paese, se non precarietà ed emarginazione, vale a dire circa il 45% dei giovani e la maggioranza dei piccoli imprenditori, artigiani e commercianti, partite IVA, stritolati dalla crisi e dalle politiche di iper tassazione attuate dagli ultimi governi al servizio dell’eurocrazia di Bruxelles.

L’eventuale scelta degli astensionisti, qualora arrivino ai seggi, sarà presumibilmente orientata verso la protesta e questo pone una incognita non da poco sui risultati.
Nei comizi Grillo, oltre ad attaccare la casta politica, attacca genericamente anche la casta degli eurocrati e i poteri bancari che dirigono le istituzioni europee, si schiera per una ridefinizione dei trattati europei come il Fiscal Compact e rilancia il suo cavallo di battaglia del referendum contro l’euro, “per far decidere il popolo italiano”, afferma.

Non c’è quindi nel movimento di Grillo una posizione netta contro l’euro né una chiara consapevolezza di tutti i vincoli che si porta dietro l’euro per gli stati che lo hanno adottato, dal trattato di Lisbona al Fiscal Compact, al MES/ESM (fondo salva stati/banche) ai nuovi trattati in preparazione come il ERF (European Redemption Found) ed il prossimo trattato transatlantico di partenariato con gli USA (TTIP) che darebbe la mazzata finale alle imprese italiane ed al sistema agricolo nazionale.
Grillo continua a mantenersi nell’ambiguità della posizione pro referendum (considerata inattuabile da tutti esperti giuristi ed analisti politici) che si presenta come un sistema dilatorio per rimandare le decisioni “a dopo”, nell’illusione che i gruppi di potere direttivi nelle Istituzioni europee saranno disponibili ad allentare la loro stretta sugli stati come l’Italia, indebitati e sottoposti a commissariamento di fatto e nella fiducia che ci sia ancora tempo per decidere, quando in realtà il tempo per l’Italia è scaduto ed il paese si trova sulla china del disastro, porgendo il collo al sistema dell’usura in attesa che gli si arrotoli la corda intorno.

Sembra quasi patetico supporre che il super possente cartello bancario sovranazionale, quello che detta le regole ai governi ed agli stati, voglia rinunciare ai lucrosi interessi che percepisce sul debito dell’Italia grazie al sistema dell’euro e si possa minimamente preoccupare per qualche “vaffa” lanciato da Grillo nell’ambito di un Parlamento europeo che conta quanto il due di coppe nel gioco delle carte, rispetto ai veri organi decisionali: Commissione Europea e Consiglio, organismi non elettivi . In questo l’ingenuità degli esponenti grillini è disarmante: ignorano che le centrali di potere finanziarie hanno creato un meccanismo che prescinde totalmente dalle possibilità di dissenso nella sua gestione operativa.

Risibile poi la questione degli eurobond proposta dai 5 Stelle come uno dei 7 punti base del programma per le europee che in realtà è già da un pezzo rifiutata nettamente dalla Germania che ha spinto per il meccanismo della cessione dei debito ad un organismo sovranazionale (ERF).
Non bastano quindi le critiche e gli attacchi generici alla burocrazia europea per essere credibili, tanto più che in Europa si sta formando un fronte antieuro, eterogeneo ma compatto ed in forte ascesa, fronte che sarà costituito dal FN della Marine Le Pen assieme al partito di Wilders in Olanda (il PVV) ed agli austriaci del partito della Libertà, al Nigel Farage inglese ed altri. In Italia aderiranno a questo fronte la Lega e FDI.

Quale sarà la scelta di Grillo e del 5 stelle quando questo fronte presenterà le mozioni comuni contro l’euro per la ridefinizione dei trattati europei? Facile prevedere che il gioco sarà scoperto ed i più maliziosi sostengono che in realtà la scelta di uscire dall’euro sia stata esclusa perché non sia conveniente per gli interessi delle imprese del dr. Casaleggio. D’altra parte esistono le dichiarazioni di questo personaggio che sono spesso in contraddizione con la linea di antagonismo fatta da Grillo nei comizi e con le posizioni di molti esponenti del 5 stelle. Vedi intervista a Casaleggio: La versione di Casaleggio

Esiste però un’altra questione che sarà essenziale per determinare l’orientamento del movimento di Grillo: si tratta della questione dell’immigrazione di massa in Italia.

Grillo non ha mai affrontato a fondo tale questione per quello che rappresenta realmente: un fenomeno sostenuto dalle centrali di potere finanziarie e mondialiste per disporre di una riserva di manodopera in vista dell’omologazione del mercato italiano ed un modo per annientare in beve tempo l’identità nazionale del paese e renderlo meticcio o africanizzato.
I “grillini” e lo stesso Grillo che parlano spesso contro la globalizzazione, nella difesa dei prodotti tipici italiani, che si dichiarano per la protezione dalla importazioni indiscriminate, sul tema dell’immigrazione sono in palese contraddizione, non hanno colto il significato di questo fenomeno e non sembra che abbiano la consapevolezza di cosa si muove dietro l’immigrazione a livello di interessi e di capacità di destabilizzare la realtà sociale italiana. Questa contraddizione viene confermata dalla loro scelta di associarsi con i partiti della sinistra per abolire il reato di clandestinità e con la mozione sottoscritta dai 5 S. assieme a PD e SEL nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (pochi giorni fa) per la proposta dello “ius soli”.

Qualcuno dovrebbe spiegare ai “grillini” che non si può essere contemporaneamente anti global per i prodotti ed accettare poi la tratta dei nuovi schiavi al servizio del mercato globalizzato voluto dalle centrali mondialiste. Non per caso i “grillini”, nel sostenere la politica delle “frontiere aperte”, si trovano a fianco di tutti i peggiori servitori del mondialismo e della globalizzazione mentre questo sarà un argomento su cui il fronte anti euro in Europa si presenterà compatto per difendere gli interessi e l’identità dei popoli europei contro la africanizzazione imposta.

Allo stesso modo non ci si può opporre al capitalismo ed al suo sistema di sfruttamento, come ritiene in buona fede la stragrande maggioranza della base dei “grillini” e poi frequentare i circoli esclusivi dell’Ambrosetti Group (dove si riuniscono i rappresentanti dei poteri forti) come fa il dr. Casaleggio e riportare enunciazioni sul blog ove si afferma che il programma politico del movimento prevede 1) il taglio della spesa pubblica, 2)la lotta alla corruzione, 3) la necessità di attuare il ciclo virtuoso più imprese e più lavoro, gli stessi temi e luoghi comuni proposti dai partiti asserviti alla troika di Bruxelles e Francoforte.
Per essere credibile come movimento anti sistema il programma del 5 Stelle avrebbe dovuto mettere al centro del programma:
1) il recupero della sovranità nazionale e
2) la lotta all’Europa della finanza.
Ambedue questioni non attuabili se non viene tagliato nettamente i cappio dell’euro.
Ritorniamo quindi a chiedere: a quale gioco si sta prestando Beppe Grillo?

 

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  1. Piero61 3 anni fa

    salve
    Grillo, cerca di prendere piu voti per non fare cambiare nulla…è il classico specchietto per le allodole; io allodola non la sono mai stato (non mi sono mai fatto abbindolare dai “grillini” degli anni 50/60/70/80, i comunisti) pertanto non ci casco.
    Casapound e FN mi hanno deluso per le loro posizioni sulla questione ucraina e cioè filo PS (Pravi Sektor)…
    saluti
    Piero e famiglia
    ________________________________________________
    con la Russia e con Putin

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Il cambiamento ci sarà ma sarà soltanto un cambiamento di facciata. Rimangono inalterati i strumenti di controllo che hanno consentito all’elite finanziaria di espropriare la sovranità del paese: l’euro e l’indebitamento dello Stato.

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  2. Anacronista 3 anni fa

    Chiarissimo: il gioco è quello di raccogliere e immobilizzare il dissenso, per evitare che aderisca al fronte anti-euro della Le Pen.

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Quello del movimento di Grillo si dovrà palesare per il più grosso imbroglio elettorale degli ultimi 40 anni: lui ed il Casaleggio hanno catalizzato una grande massa di protesta per poi utilizzarla verso obiettivi secondari, lasciando inalterati gli equilibri dettati dall’elite finanziaria. Il fuoco della polemica di Grillo è ad alzo zero verso i politici della casta,i camerieri del potere, i partiti compromessi con il governo, l’affarismo di politici e banchieri e la gestione clientelare degli ultimi anni ma, quando arriva a criticare ed attaccare il sistema finanziario europeo, alza soltanto fumo. Non si va ad intaccare lo strumento fondamentale con il quale si è ottenuta l’espropriazione di sovranità dell’Italia e degli altri paesi: l’euro. Quello non si mette in discussione più di tanto. Si rimane nella posizione ambigua del referendum popolare. Tanto meno Grillo intacca gli altri dogmi del mondialismo come l’immigrazione di massa e lo ius soli. Peccato per la grande massa di adepti del movimento che ritengono di essere parte di un “movimento rivoluzionario” e dovranno avere presto un brusco risveglio.

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      1. FABIO EHSANI 3 anni fa

        chi critica grillo fa un piacere a renzi e berlusconi. chi fa felici renzi o berlusconi fa il male dell italia

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  3. Werner 3 anni fa

    Scusando il gioco di parole, beh “gioca al doppio gioco”, come ha sempre fatto fin dall’inizio della sua discesa in campo. Grillo é un comico, e come tale fa simpatia alla gente, e Casaleggio da esperto di comunicazione, lo ha arruolato per la sua capacità di inculcare qualsiasi cosa alla gente.

    Il M5S é dunque un partito sistemico al pari degli altri, una creatura delle élites finanziarie sioniste di cui Casaleggio é espressione, non a caso non parla mai di uscita dall’euro, ma di un referendum per uscire dall’euro. Sull’immigrazione poi ha dimostrato di avere le stesse posizioni delle sinistre, come é avvenuto per lo ius soli, in cui Grillo diceva di essere contrario ed é stato subito criticato dai suoi militanti, e in occasione dell’abolizione del reato di clandestinità, la cui mozione fu presentata proprio dai parlamentari pentastellati e votata da PD e SEL. Basti pensare inoltre al fatto che il sindaco grillino di Parma Pizzarotti ha fatto politiche pro-rom e pro-islamici, al fatto che in vari comuni hanno votato la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati in appoggio alle giunte di sinistra, e alla presenza dell’egiziano dall’accento bresciano Sorial.

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    1. FABIO EHSANI 3 anni fa

      ma vergognati. prorpio grillo e casaleggio avevano criticato lo ius soli a differenza dei senatori buonisti del 5stelle favorevoli

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      1. Luciano Lago 3 anni fa

        Le chiacchiere ormai stanno a zero: “Approvata la mozione (del Consiglio regionale del Friuli)per introdurre lo “ius soli” in Italia
        Il Consiglio regionale ha preso in esame e approvato (sì di PD, SEL, Citt e M5S; no di AR e LN; FI, NCD e Misto usciti dall’Aula al momento della votazione) una mozione del Gruppo del PD, primo firmatario Franco Codega e illustrata da Armando Zecchinon, che auspica che il Parlamento prenda in considerazione le numerose proposte che sono state depositate e quindi approvi la riforma delle norme sulla cittadinanza italiana introducendo anche nel nostro Paese il principio dello “ius soli” (il diritto di cittadinanza che si acquisisce per essere nati sul territorio dello Stato) e impegna i presidenti di Consiglio e Giunta regionale a farsi promotori presso i presidenti di Camera e Senato di questa volontà.
        http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Approvata_mozione_per_introdurre_lo_-quote-ius_soli-quote-_in_Italia/3/131813

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  4. FABIO EHSANI 3 anni fa

    incredibile come gente che ha l acume politico e la l abilita di capire gli intrallazzi nascosti in ucraina a favore degli Usa, non sia in grado di capire che o si vota grillo o rivince il PD

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  5. giuliocesari 1 anno fa

    Il grillismo e’ un nefasto epifenomeno del berlusconismo che a sua volta e’ stato altrettanto nefasto epifenomeno del processo di schiavizzazione del popolo italiano.

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