"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

A chi spetta la responsabilità del disastro nell’Iraq?

Milicianos de ISIL

di Luciano Lago

A chi spetta la responsabilità del disastro in Iraq? Chi ha armato i miliziani terroristi che provengono dalla Siria dove erano stati infiltrati per rovesciare   il regime di Assad?  Provate ad indovinare.

Quello che sta accadendo in Iraq   illustra bene il fallimento totale dell’avventura che avevano iniziato soprattutto gli Stati Uniti ed il Regno Unito, della quale hanno perso totalmente il controllo definitivamente”, ha dichiarato il ministro degli esteri russo  Sergej Lavrov.

Lo stesso Lavrov ha espresso la sua solidarietà al Governo ed al popolo dell’Iraq ed ha manifestato  la sua preoccupazione e quella di Mosca per l’attuale situazione dell’Iraq nell’assicurare che l’unità del paese arabo si trova in pericolo.
Lavrov ha responsabilizzato l’Occidente per l’esplosione della violenza in Iraq , sottolineando che” i suoi soci occidentali hanno cercato soltanto di tutelare i loro interessi nel corso dell’intervento militare ed ora se ne vedono i risultati”.

Nella sua dichiarazione, il ministro russo  ha ricordato l’annuncio fatto dall’allora presidente statunitense, George W. Bush, il quale circa 10 anni fa aveva proclamato solennemente ” la vittoria della democrazia in Iraq“, tuttavia da allora,” la situazione ha degenerato in progressione geometrica”.

Alla fine il mnistro Lavrov ha criticato ed ha qualificato come “cinica” la dichiarazione fatta dal suo omologo britannico, William Hauge, il quale ha collegato il drastico aumento della violenza in Iraq con la mancanza di un “aggiustamento” della crisi in Siria.

“Non mi sarei aspettato un simile cinismo, apprendo anche che i nostri colleghi britannici dispongono di una capacità unica per tergiversare di fronte alle proprie responsabilità”, ha manifestato Lavrov.

Dallo scorso Martedì, i miliziani dell’organizzazione dell’ISIL (“Stato Islamico dell’Irak e del levante”) hanno iniziato una serie di attacchi violenti contro le città del nord dell’Iraq. I terroristi sono avanzati verso la capitale: secondo le ultime informazioni, già si trovano a meno di 100 Km da Bagdad (la capitale).

Queste sopra le dichiarazioni del diplomatico russo che sottolineano il fallimento totale della strategia Americana ed alleata che aveva preteso di invadere l’Iraq per “portare la democrazia”, in realtà in base a falsi pretesti (le armi di distruzione di massa) con la finalità di destabilizzare il paese arabo e per avere il controllo delle risorse energetiche. Ricordiamo che la guerra in Iraq è costata, secondo calcoli approssimativi, circa 1 milione di morti irakeni , qualche migliaio di vittime occidentali (fra cui militari italiani) ed immani distruzioni in quel paese.

Adesso i media occidentali “si meravigliano” che sia uscita fuori improvvisamente questa nuova armata di integralisti, l’ISIL, fingendo di ignorare che sono stati proprio gli Stati Uniti ed i loro alleati (Francia in testa) assieme all’Arabia Saudita (ispiratrice e finanziatrice del terrorismo) quelli che hanno armato, supportato e finanziato per tre anni l’armata jhiadista nei suoi vari gruppi, per rovesciare il regime siriano di al-Assad.

Adesso i mercenari jihadisti, sconfitti dall’esercito arabo Siriano, si sono riversati in Iraq, con la chiara finalità di abbattere il regime sciita del presidente Al Maliki, accusato prima di tutto di essere uno sciita (e quindi un infedele) e di essere alleato di Al Assad, hanno già conquistato alcune località chiave de paese come Mosul, incluso alcuni dei principali campi petroliferi e si apprestano a marciare verso Bagdad.  Questi miliziani sono tutti estremamente  fanatici e terrorizzano la popolazione civile applicando i loro metodi di tortura e di sgozzamento degli infedeli, che la popolazione siriana nelle zone da loro controllate ha potuto ben conoscere.  Infatti è iniziata subito la fuga di centinaia di migliaia di persone e famiglie di civili che cercano di sottrarsi con ogni mezzo alla furia degli integralisti, tanto fanatici quanto apprezzati ed armati dall’Occidente in funzione anti Assad.

Lo scopo dell’ISIL è (secondo la Reuters) è quello  di «estendere il suo controllo fino alla cittadina di Albukamal sul confine iracheno, onde rafforzare i collegamenti fra l’ala siriana e quella irachena» del medesimo ISIL. Il Syrian Observatory for Human Rights riferisce che in ormai l’ISIL controlla «la riva nord-orientale dell’Eufrate quasi dal confine con la Turchia giù fino alla città di Busayra, 320 chilometri più a sud».
I reparti irakeni si sono arresi buttando le armi e lasciando al nemico armamenti pesanti e mezzi blindati di fabbricazione USA. Così come i fanatici jihadisti utilizzano anche loro armi made in USA ricevute per combattere in Siria ma buone anche per fare la loro “guerra santa” in Iraq contro il governo sciita di Al Maliki.

Viene il sospetto fondato  che la cosa non sia del tutto sgradita nè agli americani nè ad Israele, visto che il presidente Al Maliki veniva giudicato, per la sua confessione sciita, troppo vicino agli iraniani con cui non disdegnava di coltivare i rapporti.
La debolezza dimostrata dal suo governo può essere un buon pretesto per sostituire questi con un personaggio più affidabile, magari gradito anche ai sauditi, stretti alleati e partners di USA e NATO. La cosa non sarà facilissima visto che la maggioranza della popolazione in Iraq è di fede sciita ed in Iraq sono presenti alcuni dei luoghi sacri dell’Islam sciita venerati anche dai fedeli iraniani. La composizione del M.O. è molto complicata e gli stati Uniti fanno fatica a capirla.

Questo è il quadro della situazione: assistiamo ad uno scenario di destabilizzazione di un altro importante paese del M.O. come l’Iraq, di una estensione di guerre confessionali tra milizie arabe, come se non bastasse la Siria, con possibilità di appiccare l’incendio ad una zona strategica per risorse e giacimenti petroliferi. Le responsabilità di americani ed occidentali, incluso dell’Italia, che hanno determinato o contribuito al rovesciamento dei regimi laici che tenevano insieme le diverse composizioni etniche e confessionali di qui paesi, sono evidenti e palesi ma vengono occultate dai media in quanto  susciterebbero molti interrogativi scomodi sui governi e classi politiche che hanno portato all’attuale disastro generale.

Fonti: Hispantv      RT Actualidad

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