"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Guerra civile in Francia è sempre più vicina

Una denuncia che ha fatto scalpore in Francia è stata fatta ultimamente dallo scrittore e analista Éric Zemmour, uno dei maggiori conoscitori della realtà dell’Islam in Francia, il quale ha lanciato una “bomba”, nel corso di un suo intervento pubblico, nell’assicurare che ” la guerra civile si trova sempre più vicina e le autorità lo sanno”. Facendo riferimento a fonti vicine agli ambienti dello Stato Maggiore Francese, Zemmour ha rivelato che gli effettivi delle Forze di Sicurezza francesi avrebbero ricevuto informazioni dai loro colleghi israeliani per controllare questo tipo di situazioni.
Zemmour ha spiegato che, per capire la situazione del paese, il primo passo è capire che “Islam ed islamismo sono la medesima cosa”. Il discorso globalista ha inventato in Francia la parola islamismo per fare come in altre religioni ed equilibrare, ma nel secolo XX nessuno può fare distinzione”.

“Quello che noi chiamiamo islamista, loro lo chiamano l’Islam. Le sure del Corano parlano di sgozzare i cristiani e gli ebrei e lo stesso Maometto sgozzò molti di loro”, ha ricordato Zemmour, che ha denunciato il piano di Hollade per “fare in modo che i cittadini distinguano fra due concetti che sono uguali”.
Zemmour ha fatto riferimento al principio che è stato imperante nel corso di tutta la legislatura socialista: più islam per frenare l’islamismo. Alla fine di Agosto, l’Eliseo ha annunciato la creazione di una fondazione e di varie associazioni religiose il cui principale proposito era quello di cercare finanziamenti con l’intenzione di continuare a costruire moschee e formando nuovi iman, in collaborazione con l’Arabia Saudita (grande alleata della Francia di Hollande). L’obiettivo del Governo di Parigi era quello di riorganizzare le istituzioni islamiche esistenti mel paese ed evitare la radicalizzazione dei più giovani. Quello che non si è chiarito – e continua senza avere chiarimenti- da Bernard Cazeneuve (ministro dell’Interni) è la provenienza dei “nuovi fondi” a favore dell’Islam.

Il piano del Governo di Hollande ha ricevuto gli applausi di buona parte della cittadinanza, ma molti altri non hanno tardato nel segnalare le loro falle. Risulta paradossale che le autorità riconoscono quello che accade nelle moschee nazionali e non prendono misure dirette per evitarlo. Se i processi di radicalizzazione sono fomentati da determinati iman, risulta incomprensibile che le Forze di Sicurezza non operinio e non ordinino la loro immediata espulsione. Una dimostrazione in più della timidezza dell’attuale Esecutivo con un problema che, disgraziatamente, si è dimostrato molto reale durante gli ultimi due anni nel paese.

Eric Zemmour

Le misure di Hollande tendevano a realizzare un “islam moderno” in Francia, allontanato dalle correnti radicali finanziate dall’Arabia Saudita. Tuttavia, è questionabile, oltre al metodo, che questo processo arrivi a buon fine quando più del 70% degli iman che attualmente operano in Francia sono stranieri e vivono estranei ai costumi del paese. I quartieri periferici delle principali città francesi contano con autentici ghetti, dove la sharia si impone sulle leggi ufficiali ed il francese non è, nè molto meno, la lingua predominante. Questo fenomeno si aggrava durante il ramadan, quando dozzine di iman si trasferiscono dal Marocco e dall’Algeria per occuparsi delle necessità dei milioni di mussulmani che vivono nel paese.

La realtà dei quartieri di Parigi

Zemmour ha messo in evidenza un fenomeno che si va ripetendo nei quartieri periferici delle grandi città europee: la creazione di grandi aree mussulmane dove la legge islamica ha sostituito lo Stato. Il problema andrebbe affrontato in molte zone, ci sono innumerevoli posti dove vige la non legge. In quei posti “non si vive alla francese ma con lo stile mussulmano”.
Il futuro della Francia sarà quello di luoghi dove gli uomini si vestono con tuniche, le donne non hanno ilpermesso di uscire di casa e i costumi non hanno nulla a che vedere con la tradizione occidentale. La polizia non entra e non disturba per “evitare incidenti”.
La realtà di queste zone è stata documantata da attivisti della denminata Brigata delle Madri, che hanno denunciato i fatti e registrato le reazioni dei mussulmani con telecamere occultate. Le immagini non lasciano dubbi. (………………) Vedi: Youtube.com/watch

L’Islam non è una religione

Zemmour ha sotenuto che, nonostante il discorso mondialista, “conviene capire che l’Islam non è una religione”. L’Islam è una ideologia (travestita da religione)  ed una legge propria, un diritto ed abitudini di vita”, ha sentenziato lo scrittore., che ha ricordato l’applicazione della sharia in molte regioni del paese e ha rifiutato il paragone con le altre religioni. “Non hanno nulla a che vedere”.
Secondo Zemmour siamo di fronte ad una “colonizzazione moderna”. Secondo le sue parole, gli arrivati di recente ed i mussulmani che hanno decenni di residenza nel paese, da molto tempo lottano per imporre le loro credenze e negli ultimi anni “stanno ottenendo quello che volevano”.

Grazie alla legge del 1905 che prevede la proibizione di portare simboli religiosi e promuove la laicità. la comunità mussulmana gode di impressionanti vantaggi fiscali e la capacità di ricevere donazioni con una riduzione delle imposte che quivale al 66% dell’importo in quetione.

Fonte: La Gaceta.es  

Traduzione: L.Lago

Nell’ opera scritta da Zemmour qualche anno fa,  “Il suicidio francese” (Enrico Damiani Editore) il giornalista Éric Zemmour individua, anno per anno, le tappe della “decostruzione” di una nazione, una volta “grande”. E c’entrano il tanto celebrato Sessantotto e l’Unione europea

Una nazione senza più identità, “meticcia”, in crisi economica, con disoccupati e miseria in aumento. Il tessuto sociale sfilacciato o completamente disgregato. Un terrorismo islamico sanguinario ed endogeno, che ormai colpisce quando vuole. La politica del tutto screditata, con il Front National che avanza prepotentemente, tra il terrore di alcuni e le (residue) speranze di altri…

-ZEMMOURÈ fornisce  il quadro dell’odierna Francia, anche se potrebbe essere quello di quasi tutti gli altri paesi europei. La domanda da porsi è: come è potuto accadere che il paese-guida dell’Europa, anzi simbolo dell’intera civiltà occidentale dal punto di vista delle idee politiche e della cultura, con l’eterna smania della grandeur, si sia ridotto così? Come sta accadendo – e accadrà – agli altri stati europei.

È il giornalista ebreo francese di origini algerine Éric Zemmour a offrirci le risposte nel suo voluminoso Il suicidio francese (Enrico Damiani Editore, pp. 592, € 19,00), uscito in Francia nel 2014 e in Italia lo scorso maggio. A partire dal 1970, fino al 2007, l’autore traccia, quasi giorno per giorno, gli avvenimenti, a volte apparentemente senza importanza e, quindi, passati inosservati, che hanno disarticolato, destrutturato o, peggio, distrutto la società e la cultura francese, compresi gli aspetti positivi. In pratica, si è forse buttata un po’ di acqua sporca, ma col bimbo dentro……

Vedi: Dalla Francia all’Europa come ci siamo ridotti così…

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  1. Salvatore Penzone 3 mesi fa

    Se vogliamo veramente capire e non farci intrappolare abboccando all’esca dello scontro di civiltà bisognerà che ognuno di noi si faccia alcune domande: perché l’occidente ha tra i suoi più stretti alleati le monarchie Wahabite del Golfo Persico? Perché i nemici che l’occidente combatte sono quei governi LAICI che hanno nelle loro costituzioni gli elementi per garantire la convivenza interconfessionale e interetnica? Perché ce le teniamo strette queste monarchie e con loro facciamo affari e gli vendiamo armi che passano ai gruppi terroristici che loro stesse finanziano? Perché lasciamo che l’Arabia Saudita diffonda il wahabismo in tutta Europa permettendo l’installazione su tutto il territorio europeo delle loro madras? Eppure sono dinastie che governano nella più stretta osservanza della sharia, che applicano la pena di morte come la pratica principe per punire non solo i reati ma anche tutti gli oppositori, e lo fanno decapitando con una sciabola il mal capitato nelle piazze e davanti alla popolazione; il paese più arretrato al mondo in materia di diritti civili, dove alle donne solo quest’anno è stato concesso loro il diritto al voto. Perché l’estremismo islamico dopo la caduta dell’impero ottomano è stato coltivato dalle potenze occidentali di Francia e Inghilterra a partire dall’accordo Sykes-Picot per spartirsi l’influenza sul Medioriente (1916), le quali potenze coloniali hanno poi favorito la costituzione del partito politico dei Fratelli Musulmani che ha nella setta salafita il suo braccio armato? Secondo il professor Zaïm Khenchelaou “Il wahabismo non è Islam. E’ una forma di religione autocefala con un suo libro sacro, il Kitab at-Tawhîd di Mohammad Ibn Abd Al Wahhâb (Il fondatore della setta nel 1744), che ha soppiantato lo stesso Corano”. Secondo lui “Il wahabismo è terrorismo speculativo, il terrorismo è wahabismo pratico”.
    Qualcuno, e non è l’Islam, ha deciso di colpire i governi laici che garantivano la stabilità sociale distruggendo la convivenza tra le diverse religioni e le diverse etnie. Per prima è stata attaccata quella tra sunniti e sciiti, poi è stato deciso che le radici del cristianesimo, vive e radicate da secoli in quelle terre dovessero essere recise. C’entrano niente le élite massoniche che stanno a Bruxelles e dietro il progetto di un ordine mondiale unipolare? Per la realizzazione del piano Il compito è stato affidato, tra gli altri, a una generazione di musulmani sradicati e diseredati, cresciuti in un occidente che li ha disprezzati facendone una generazione di frustrati pronti alla vendetta, pronti a rivendicare con la violenza il proprio diritto a esistere. Questi ultimi sono stati oggetto di una manipolazione operata con la diffusione in occidente del wahabismo, finanziato a piene mani dall’Arabia Saudita che ha agito con la connivenza dei governi occidentali.
    In questo modo sono stati spinti verso un fondamentalismo che li ha resi allo stesso tempo giudici e carnefici, pur non sapendo nulla, o pochissimo, del vero Islam. E’ stato facile poi addestrarli, mettergli in mano un mitra e mandarli nelle terre d’origine a cancellare con ferocia le “tracce viventi” della loro stessa identità. Questo è solo una parte del quadro. Purtroppo va aggiunta l’azione, operata in casa nostra, di corruzione delle coscienze da parte del “relativismo modernista”, teso a ridefinire i concetti di bene e male per mettere tutto sullo stesso piano e negare l’esistenza di una verità e una bontà intrinseche alle cose. Si dà a questo relativismo lo statuto del politicamente corretto e si condanna tutto ciò che difende le prerogative dell’Umanità presente in ognuno di noi. Ecco perché le religioni, che, fondamentalmente, nascono per affermare e proteggere queste prerogative, vanno combattute. Come? Mettendole l’una contro l’altra. Hanno creato un’arena, dove le loro principali nemiche dovrebbero distruggersi a vicenda sotto i loro occhi in uno spettacolo ben organizzato. Per fermare la diffusione dell’islamismo radicale in Europa basterebbe proibire alle monarchie del golfo di aprire nei nostri paesi le loro madras, e se veramente si volesse portare questi giovani cooptati dal wahabismo alla ragionevolezza basterebbero delle lezioni in vere scuole coraniche per mostrare loro il vero volto dell’Islam. Per questo, basterebbe chiedere l’aiuto delle autorità religiose del mondo arabo sunnita e sciita, cosa che i nostri attuali governi mai farebbero come hanno dimostrato quando hanno rifiutato l’aiuto dei servizi siriani che volevano comunicare l’identità di tutti i terroristi che si stavano trasferendo in Europa.

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    1. Citodacal 3 mesi fa

      Condivido appieno e ringrazio sinceramente Salvatore dell’ottimo intervento. Un passaggio è veramente topico: “Ecco perché le religioni, che, fondamentalmente, nascono per affermare e proteggere queste prerogative, vanno combattute. Come? Mettendole l’una contro l’altra. Hanno creato un’arena, dove le loro principali nemiche dovrebbero distruggersi a vicenda sotto i loro occhi in uno spettacolo ben organizzato”.
      Restando in ambito metafisico, è questa l’azione dell’Avversario su un piano più elevato e subdolo, laddove l’egoicità non riesce ad arrivare ed è dunque preda, più in basso, di facili animosità (lo stesso Bernardo ammoniva i Cavalieri del Tempio a non combattere mossi dai propri impulsi, altrimenti il Male che avrebbero dovuto allontanare – lo si chiami Shaitan, Lucifero, Mara oppure Ahrimane, oppure non lo si chiami affatto – sarebbe diventato il loro stesso contenuto, impadronendosi di loro: sostanzialmente lo stesso distacco psicologico sacrale che altrettanto perseguivano il bushi ed il kshatrija nel solco d’una autentica tradizione guerriera, culminante nella locuzione laotziana per cui l’eccelso guerriero risolve vanificando il combattimento). E ancora adesso, nella cristianissima cattedrale di Nostra Signora in Chartres, una vetrata effigia l’opporsi di un cavaliere occidentale e un saraceno che nel fronteggiarsi impugnano “la stessa lancia”, a significare che le stesse e autentiche regole spirituali della Cavalleria sarebbero state riconosciute e rispettate a prescindere dalla fazione politica o religiosa. Per bocca di molti umili cittadini, in zone della Palestina fino a poco tempo fa si conviveva serenamente tra cristiani, ebrei e musulmani, analogamente alla Cordova medievale, ove i dotti delle tre religioni monoteiste discutevano pacificamente di tematiche teologiche. Andrebbe ricordata inoltre la testimonianza di vita e il testamento materiale, ma assai più spirituale, lasciato dai trappisti di Tibhirine e riassunto nelle parole lasciate da Frère Christian de Chergé, priore della piccola comunità, che qui si riportano:

      Quando si profila un ad-Dio
      Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese.
      Che essi accettassero che l’unico Padrone di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa dipartita brutale. Che pregassero per me: come potrei essere trovato degno di tale offerta? Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato.
      La mia vita non ha più valore di un’altra. Non ne ha neanche meno. In ogni caso, non ha l’innocenza dell’infanzia. Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra, ahimè, prevalere nel mondo, e anche di quello che potrebbe colpirmi alla cieca.
      Venuto il momento, vorrei avere quell’attimo di lucidità che mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli in umanità, e nel tempo stesso di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse colpito.
      Non potrei auspicare una tale morte. Mi sembra importante dichiararlo. Non vedo, infatti, come potrei rallegrarmi del fatto che un popolo che amo sia indistintamente accusato del mio assassinio.
      Sarebbe un prezzo troppo caro, per quella che, forse, chiameranno la «grazia del martirio», il doverla a un algerino chiunque egli sia, soprattutto se dice di agire in fedeltà a ciò che crede essere l’Islam.
      So il disprezzo con il quale si è arrivati a circondare gli algerini globalmente presi. So anche le caricature dell’islam che un certo islamismo incoraggia. È troppo facile mettersi a posto la coscienza identificando questa via religiosa con gli integralismi dei suoi estremisti.
      L’Algeria e l’Islam, per me, sono un’altra cosa; sono un corpo e un’anima. L’ho proclamato abbastanza, credo, in base a quanto ne ho concretamente ricevuto, ritrovandovi così spesso il filo conduttore del Vangelo imparato sulle ginocchia di mia madre, la mia primissima Chiesa, proprio in Algeria e, già allora, nel rispetto dei credenti musulmani.
      Evidentemente, la mia morte sembrerà dar ragione a quelli che mi hanno rapidamente trattato da ingenuo o da idealista: «Dica adesso quel che ne pensa!». Ma costoro devono sapere che sarà finalmente liberata la mia più lancinante curiosità.
      Ecco che potrò, se piace a Dio, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i suoi figli dell’Islam come lui li vede, totalmente illuminati dalla gloria di Cristo, frutti della sua passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze.
      Di questa vita perduta, totalmente mia, e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per quella gioia, attraverso e nonostante tutto.
      In questo grazie, in cui tutto è detto, ormai, della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e voi, amici di qui, accanto a mia madre e a mio padre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e ai loro, centuplo accordato come promesso!
      E anche te, amico dell’ultimo minuto, che non avrai saputo quel che facevi. Sì, anche per te voglio questo grazie e questo ad-Dio profilatosi con te. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due. Amen! Insc’Allah

      Algeri, 1º dicembre 1993
      Tibhirine, 1º gennaio 1994
      Christian

      Di contro due Natali fa, nella cittadina di Lens, regione del Pas-de-Calais, nord della Francia, dodici musulmani presidiarono la parrocchia di San Francesco d’Assisi durante la messa di mezzanotte per accogliere gli appelli a una maggior sicurezza contro il terrorismo. E sempre due anni fa, nel nord-est del Kenya un gruppo di musulmani si oppose alle minacce di miliziani del gruppo jihadista Al Shabaab i quali, dopo aver assalito un bus, intendevano separare i cristiani per ucciderli: i musulmani non si mossero mossi ed anzi, secondo gli stessi testimoni, avrebbero risposto: “Uccideteci tutti o lasciateci andare”: entrambi gli episodi rendono giustizia al fatto che vi siano musulmani osservanti il senso dell’hadith del profeta Muhammad, in cui lo stesso afferma: “Chiunque ferisce un membro appartenente alla Gente del Libro, è come se ferisse me in persona” (per Gente del Libro si intendono sostanzialmente cristiani, ebrei, zoroastriani e indu).
      Una convivenza pacifica e reciproca è possibile tra uomini “di buona volontà”. Ma lo sarà soltanto tra di loro e non a livello generale. Perché i progetti dei signori della discordia, così ben illustrati nell’intervento di Salvatore, sapranno mettere una contro l’altra le menti deboli su cui hanno facile e rapace presa – non importa dove e di quale parte – così come sta già accadendo. Per coloro che sono duri d’ “intellectus” vale purtroppo sempre e soltanto la legge del sangue, per sperare d’imparar qualcosa.

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      1. Silvia 3 mesi fa

        Per la precisione, gli Indu non sono affatto Gente del Libro. I musulmani li consideravano politeisti, e quando invasero l’India li massacrarono senza nessun ritegno.

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        1. Citodacal 3 mesi fa

          E’ vero che il Corano menziona solamente ebrei e cristiani come Ahl al-Kitab (ovvero Gente del Libro), ma in quest’epoca il concetto è alquanto dibattuto e molti teologi musulmani includono ora anche gli indu.

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      2. Salvatore Penzone 3 mesi fa
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        1. Salvatore Penzone 3 mesi fa

          Scusatemi, nella fratta… La redazione può cancellarlo?

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      3. Salvatore Penzone 3 mesi fa

        Ringrazio te. Condividere la prospettiva che ci permette di vedere l’umanità dell’altro, al di là delle differenze di espressione che assume il mondo interiore di ciascuno, significa non solo rafforzare la speranza in un cambiamento che diventa sempre più urgente e necessario, ma porre anche le basi per definirne la natura, la quale, credo, trova il suo fondamento nelle parole da te citate di Frère Christian de Chergé: “Ecco che potrò, se piace a Dio, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i suoi figli dell’Islam come lui li vede, totalmente illuminati dalla gloria di Cristo, frutti della sua passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze”.

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    2. maboba 3 mesi fa

      Analisi-denuncia condivisibile. Una nota però: “il vero Islam”. quale sarebbe? Per i musulmani maometto è l’uomo perfetto, la cui vita e comportamento debbon essere di esempio. Ora, a parte le esecuzioni in prima persona dei suoi oppositori, costui prese in sposa una bambina di sei anni, “usandola” a nove. Non le sembra che ci sia qualcosa che stride assai con le regole delle nostre società e che rende l’equazione islamismo=islam più realistica e meno rassicurante per tutti noi?

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      1. Mardunolbo 3 mesi fa

        Egregio sig. Maboba, condivido le sue obiezioni ed aggiungo che nelle analisi che vengono sempre fatte si prescinde da alcuni dati di fatto.
        Infatti il povero fratel Christian di cui ho fatto commento, ahimè poco piaciuto, viveva in terra islamica, quindi era in zona a rischio poichè fin dai tempi della conquista della Spagna i musulmani non si sono mai comportati con dolcezza verso i cristiani.
        Vedere poeticamente una convivenza tra le due differenti credenze è fatto reale solo nei paesi islamici dove il loro maggior numero fornisce agli stessi la garanzia di non avere rivali.
        Infatti la religione islamica che è filosofia politica con agganci prettamente comunisti (stato e religione si identificano come nel bolscevismo, incarnazione del comunismo pratico).
        In questa religione oltre a tutto vi sono talmente tante tesi ed antitesi che riuscire a comprendere cosa intendesse dire Maometto, riesce difficile anche ai maestri di dottrina.
        Per questo , ad un certo momento nacquero i sufisti che vollero dare una parvenza di umanità e maggior logica all’islam.
        Credo che molti sappiano che i sufi furono massacrati e perseguitati a morte per aver osato interpretare Maometto.
        Da allora vinse la sharia ovunque nel mondo musulmano.
        Ovvio che vivendo a contatto con i cristiani, hanno , nelle generazioni, imparato quella dolcezza e magnanimità che traspare dalla religione cristiana.Si sono così fondati dei popoli come il siriano, iracheno e libico e libanese,ed egiziano, dove la convivenza è pacifica e produttiva.
        Ma nelle nazioni ex cristiane, la convivenza non può diventare pacifica poichè gli immigrati islamici si sentono sradicati, non riescono a comprendere bene la nazione dove vivono e la frustrazione genera violenza .
        Tutt’altra situazione è quella dei cultori di altre religioni che sono più propense alla convivenza piuttosto che al dominio imposto con la forza.
        Persino la religione ebraica, poichè si basa su principio razziale e genetico, non impone la conversione , anzi non la vede bene.
        L’islam invece è “sottomissione” e come tale accetta che altri pratichino altro solo se si sottomettono alla legge e manifestano nei modi prescritti la loro inferiorità sociale.
        Ovunque è così nei paesi islamici ! Eccetto quelle nazioni ove sono saliti al potere dei “laici” perchè cresciuti in università o accademie occidentali, cioè cristiane. Non dimentichiamo che il Medio-Oriente era bacino di allievi di accademie russe che ritornavano poi in patria e garantivano governi laici senza più la costrizione della sharia, se non in forma più blanda.
        In Afghanistan la dominazione russa (allora sovietica) con il suo regime laico-comunista permetteva una maggior libertà alla donna di quanto lo fu dopo ed ora con la spinta americana !
        Quindi vedere la convivenza tra le varie religioni, come si manifesta, opportunamente, in nazioni laiche come la Siria, è una situazione eccezionale dove la legge islamica è stata in realtà annacquata per far posto ad una migliore e più opportuna convivenza fruttuosa.Ma nell’Iran stesso anche se tollerata la religione cristiana, guai a fare proselitismo e convertire islamici ! La galera ti aspetta senza alcuna remora…
        Spero di aver chiarito meglio il mio pensiero e come sia l’islam, in così poche righe.

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        1. Mardunolbo 3 mesi fa

          Dimenticavo di aggiungere una nota importantissima riguardo all’Algeria che aveva qualche decina di milioni di abitanti.
          I missionari francesi che erano là riuscivano a convertire al cristianesimo parecchi islamici finchè vi fu la dominazione francese.
          Ma De Gaulle, l’eroe così osannato, quello che sapeva delle violenze marocchine in Italia durante la guerra, impedì espressamente di effettuare conversioni e tutto fu fermato per ordine del Presidente.
          Quando l’Algeria volle diventare autonoma, vi fu come si sa una rivolta (probabilmente sobillata dagli Usa con avvallo Urss). Da allora moltissimi algerini, ancora islamici, si riversarono in Francia con agevolazioni di cittadinanza.
          Ma questi si sono integrati solo parzialmente e hanno originato le “banlieu” che tutti conosciamo, centro di ribellioni allo stato per le frustrazioni inerenti la mancata assimilazione.

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        2. Citodacal 3 mesi fa

          E’ sostanzialmente corretto affermare che nell’Islam vi siano “talmente tante tesi ed antitesi che riuscire a comprendere cosa intendesse dire Maometto, riesce difficile anche ai maestri di dottrina”; del resto anche l’induismo possiede 6 “darśana” (ovvero punti d’osservazione), che entrano in conflitto soltanto laddove predomini lo spirito settario e parziale, altrimenti si snodano armonicamente come ricerca della conoscenza, partendo dal Nyaya che concerne l’approccio logico fino ad approdare all’altissima speculazione della pura metafisica dell’Advaita. Senza sostenerlo con certezza, ma ipotizzandolo in analogia con altre realtà, la ricchezza di tesi e antitesi nell’Islam potrebbe rappresentare una altrettanta ricchezza dottrinale, tale da potersi rivolgere al numero infinito di profili psicologici ed esistenziali umani, pur mantenendo intatti i rigorosi principi metafisici essenziali. Resta invariata una cosa: se la speculazione rimane allo stato mentale, rispecchiando e ampliando i limiti egoici e psicologici dell’individuo mortale, e non si interiorizza realmente, è certo che non richiami a sé alcuna rivelazione davvero divina: allora la ricchezza si trasforma in una Babele di lingue, sette e fazioni che non perseguono alcuna vera spiritualità, rischiando piuttosto la collisione reciproca come da qualsivoglia vanità individuale terrena (ma ciò vale appunto per ogni esperienza, viepiù se religiosa).
          In merito ai Sufi invece, essi compaiono con Maometto e non posteriormente; sono anzi coloro che ricevono direttamente gli insegnamenti – noi diremmo “mistici”, per non utilizzare il fraintendibile “esoterici” – più avanzati e difficilmente comprensibili a profitto per le masse (non è questione d’ignoranza scolastica, bensì predisposizione dell’anima – quanto lo era quella del culturalmente incolto Padre Pio, tanto per fare un esempio più familiare – , e tanto olio di gomiti nelle pratiche spirituali); e proprio per questo i Sufi ebbero certamente spesso problemi coi giuristi e i teologi islamici letteralisti che prendevano, e prendono tuttora, sovente alla lettera il senso delle scritture (ma non ebbero problemi anche, ad esempio e in altro ambito, Origene, Massimo il Confessore, Eckhart, Ubertino da Casale, Fenelon, De Molinos, Giovanni della Croce e lo stesso santo da Pietrelcina?). Se tuttavia nell’arco della storia le Confraternite Sufi dovettero prestare attenzione a come muoversi dal punto di vista dottrinale e liturgico (ancora oggi una visione strettamente “ortodossa” può condannare il salmodiare vocale del “dhikr”, o le danze mistiche dei dervisci dell’Ordine Mevleviyye, o addirittura confonderle con pratiche dello sciismo), parlare di massacro è eccessivo (tant’è che a tutt’oggi esistono ancora parecchie Confraternite attive, spesso suddivise in rami a seconda della località o nazionalità), soprattutto in seguito alla grande opera di personaggi al contempo mistici e teologi come Abū Ḥāmid al-Ghazālī e Muhammad ibn al-ʿArabī, che riuscirono a conciliare – almeno formalmente – la visione interiore del sufismo con quella più rigida dell’ortodossia letteralista (ad esempio, laddove l’Islam strettamente ortodosso vede spesso nella musica una attività irriguardosa e distraente per una vita religiosa, lo stesso Al-Ghazali riesce a scrivere un bellissimo trattatello sull’importanza, in un sentiero spirituale, di una certa pratica musicale ben predisposta e concepita – e noi potremmo pensare allo splendido Gregoriano). Ed anche la vicenda esistenziale di Al-Ghazālī è molto interessante; al suo tempo era un famosissimo dotto assai versato nelle conoscenze coraniche finché non prende coscienza di non saper nulla sul piano preminentemente interiore, che è poi quello intrinsecamente metafisico per l’uomo; pertanto abbandona la sua posizione di preminenza teologica e sociale per frequentare i Sufi e diventare uno di loro: ovvero inizia ad operare interiormente quella “rinunzia al mondo” ch’è prerogativa d’ogni via mistica ed iniziatica genuina.

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        3. Giorgio 3 mesi fa

          Ha presente cosa affermò Paolo Villaggio a proposito della corazzata Potëmkin? E’ ciò che penso dell’I….e di ogni altra religione e sono rammaricato che ci siano persone che si fanno condurre per il naso da simili stupidaggini.

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          1. Citodacal 3 mesi fa

            Ve ne sono altre, del resto, che si fanno menar per il naso da altro genere di sciocchezze. Vedremo, alla fine dei tempi, quale delle sciocchezze sia stata la meno “sciocca”. La attendo dunque amichevolmente colà, e senza alcun spirito di vana e vanitosa competizione.

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  2. sono fortemente contrario all’immigrazione, fine premessa, in questo caso, però, questo zemeccecc è solo un gran volpone infatti guarda il dito e non la Luna, è troppo facile prendersela con L’islam “dimenticando” tutto il resto perché non si fa altro che girare intorno al problema e nel frattempo questo diventa sempre più grosso…
    buonanotte a tutti

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  3. Daniele Simonazzi 3 mesi fa

    Per me e’ buon mattino !LA questione e’ presto detta : chi e’ lo scrittore? Un EB… Ahhh.Figuriamoci se vuol seminare LA pace al contrario vuol seminar zizzania e LA sua ragion di vita.Vedere LA parabola sulla zizzania del Buon GESU’ sempre attuale.

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  4. Daniele Simonazzi 3 mesi fa

    Digitate” le memorie di mr hemper” libro occultato come lo erano I protocolli dei savi di sion .Cosi’ si spiega perche’ l ‘Arabia Saudita si comporta in modo ambiguo rispetto agli altri paesi Islamic I .Gira e rigira ci sono sempre dietro loro,Il popolo eletto!!

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  5. Giorgio 3 mesi fa

    Al sottoscritto il cuore della questione sono le seguenti affermazioni: “…come è potuto accadere che il paese-guida dell’Europa, anzi simbolo dell’intera civiltà occidentale dal punto di vista delle idee politiche e della cultura, con l’eterna smania della grandeur, si sia ridotto così?”
    Tutto il resto che ho letto sono semplici speculazioni.
    Il paese che rappresentava la laicità per antonomasia si è arreso a questa gente codina?
    La Francia del recente passato ergeva le barricate per molto meno ed allestiva la ghigliottina per inezie se confrontate all’attuale realtà.

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  6. Mardunolbo 3 mesi fa

    Povero fratel Christian, che sogna islamici che contemplano il Signore “illuminati dalla gloria di Cristo” !
    Era anche lui un povero figlio del modernismo ecclesiale che vivendo in una realtà non-cristiana si era adattato ad essa, non potendo cambiarla, accettandola e facendola sua in un qualche modo .
    Nulla da obiettare sul suo saper morire per la sua fede piccola, ma sufficiente a coronarlo di gloria.
    Ma disonore per parole ugualitarie e uniformanti come se le religioni fossero tutte uguali !
    Quel suo ricordare la religiosità appresa dalla mamma, è il brutto indizio di una religiosità emozionale che prescinde dalla dottrina che afferma “Io sono la Via, la Verità e la Vita! Chi non crede in Me disperde [e pure] Chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato”
    parole più trancianti di queste , sono difficili da trovare ! E’ sempre lo stesso concetto che si ripresenta: se Io, Figlio di Dio, mi sono dato agli uomini che mi hanno condannato a morte, d’ora in poi nulla sarà più come prima e la Mia Vita sarà condanna per coloro che non avranno creduto in Me-
    Non c’è altro dopo se non la Misericordia di Dio che può salvare ciascuno individualmente anche se crede in altro dio o non crede. Nessuno di noi sa, ma è meglio non esprimere concetti fuori dalla dottrina cristiana, peggio ancora se si è dei consacrati religiosi !

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    1. Mardunolbo 3 mesi fa

      Per il resto condivido appieno quanto annota Salvatore Penzone che esprime dati di fatto ed analisi corrette su tutto il,resto del commento.

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  7. THE ROMAN 3 mesi fa

    Non esistono guerre civili,ma scontri tra poteri. nessuna rivoluzione o controrivoluzione e’ nata ,si e’ sviluppata ed e’ esplosa,senza l’attiva partecipazione di uno dei poteri costituiti.Partiamo dal presupposto che in occidente il cosiddetto quarto potere e’ saldamente in mano dell’oligarchia ebraica globalista,e quindi inseriamo l’analisi di questo autore direttamente nell’alveo delle consimili panzane pseudo sociologiche alla Chomsky . Questi pseudointellettuali ebrei,in realta’ funamboli della parola scritta, finti maestri del pensiero e veri fumigatori di coscienze,dirottano sempre il comun sentire verso i porti a loro conosciuti della sterile contemplazione sociologica. Guerra civile e’ un fatto di sangue , una presa di posizione di un potere che con la forza agisce violentemente contro un altro potere ritenuto illeggittimo. Personalmente ritengo il piu’ illeggittimo dei poteri proprio quello dei media, perche’ basata su di un de-facto monopolio dell’oligarchia che si perpetua sull’aquiescenza e la complicita’ di una classe politica ad esso funzionale.Lo scontro di civilta’ continuamente fomentato dagli artefici del caos,e’ ufficializzato proprio da analisi di pseudointellettuali che pretendono di cristallizzare nella coscienza collettiva teorie preconfezionate,indirizzando la percezione degli eventi da parte del pubblico . Ora vengono banditi i libri dei dissidenti verso le versioni ufficializzate della storia, vengono incarcerati i negatori dell'”olocausto”. Presto verranno bandite le opinioni critiche delle narrazioni di questi mentori della pubblica conoscenza,e verranno incarcerati i negatori della necessita’ di questo scontro di civilta” ,cosi’ indispensabile ai detentori del potere

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    1. estikatzi, bravo Roman

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      1. Mardunolbo 3 mesi fa

        Altra analisi condivisibile sulla situazione dell’Islam in Italia ed in Europa:
        http://www.corrispondenzaromana.it/lavanzata-politica-dellislam-in-italia-e-in-europa/

        Per poter comprendere bisogna però saper discernere quanto può essere funzionale ai padroni della finanza e quanto è invece analisi reale che proviene da spiriti liberi da condizionamenti sionisti.
        Non dimentichiamo che alcuni ebrei condividono le preoccupazioni cristiane riguardo all’islamizzazione dell’Europa e lo dicono a chiare lettere.
        Se si deve giudicare le analisi di questi come semplice gusto di creare rivalità ed antagonismo per poter infine prevalere, significa non avere più quella razionalità necessaria per valutare situazioni intricate come mai nella storia si sono generate !

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  8. Mardunolbo 3 mesi fa

    Taipan, sono goyim anche loro ?

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  9. Daniele Simonazzi 3 mesi fa

    Io non riesco a capire come persone molto piu’ istruite e intelligenti di me non siano capaci di riconoscere il pericolo di quel “popolo”.O che non leggete abbastanza oppure come diceva Adolf ” e’ incredible l’ignoranza del popolo e Della borghesia riguardo LA questione giud…. Ps senza offesa e’ solo un rammarico ,si vede che qui non ci sono le scie chimiche non le ho mai viste

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