"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Comandante iracheno accusa gli USA di aver fornito false informazioni sull’ISIS

Un comandante delle forze popolari, ha affermato che gli Stati Uniti hanno dato false informazioni false alle forze irachene nella lotta contro il gruppo terroristico ISIS, Daesh in arabo.

“I funzionari degli Stati Uniti, che coordinano le operazioni dell’esercito iracheno contro i terroristi, hanno fornito informazioni false alle forze irachene nella loro lotta contro Daesh”, ha dichiarato, ieri, Hadi al- Ameri, segretario generale dell’organizzazione irachena Badr,.

Lo scopo dei funzionari degli Stati Uniti, ha spiegato Al-Ameri, è stato quello di distogliere l’attenzione delle truppe irachene nella loro battaglia contro l’ISIS, Daesh, in arabo, ma senza successo.

Al-Ameri ha fatto queste osservazioni durante la sua visita per l’isola di Al-Jalediya di Al-Anbar, appena liberata dal giogo dell’ISIS, ed ha aggiunto: “L’esercito nordamericano ha mentito quando ha comunicato alle forze irachene che un piccolo numero di terroristi erano operativi a Al-Jalediya, quando in realtà erano centinaia” Ha inoltre dichiarato che, durante la liberazione di Al-Jalediya, tra i 600-700 membri dell’ISIS sono stati uccisi durante le operazioni delle forze irachene.

Il fallimento del Daesh in Al-Jalediya è considerato uno dei più clamorosi fallimenti del gruppo terroristico in Iraq, perché quando questo gruppo armato ha preso il controllo di Al-Jalediya, era riuscito ad espandersi in diversi comuni della provincia di Al -Anbar.

Dopo aver liberato le città più importanti e strategiche della provincia di Al-Anbar, Falluja e Ramadi, l’esercito iracheno ha lanciato un’offensiva militare per riprendere Mosul, la seconda città del paese e roccaforte dei terroristi Daesh. Recentemente, le forze dell’esercito e forze popolari irachene hanno compiuto progressi significativi a sud di Mosul.

Fonte: Pars Today

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  1. Eugenio Orso 5 mesi fa

    Gli americani hanno fatto di tutto, sfruttando il loro ascendente sul governo irakeno, per rallentare la caduta dello stato islamico in quel paese.
    In passato, aerei inglesi e anche americani atterravano nell’Anbar funestato dalla jihad, grande regione in buona parte desertica o semi-desertica, portando carichi di armi e rifornimenti. Solo che i carichi non erano destinati all’esercito irakeno oppure ai curdi, non presenti con i loro armati in quella regione.
    Un aereo inglese sospetto è stato individuato dagli irakeni e se n’è avuta la prova.
    Quando gli irakeni hanno riconquistato Tikrit, nota come la città natale di Saddam (anche se è nato in un paese vicino), gli americani hanno capito che l’impiego delle milizie sciite e il supporto e la guida iraniana (i miliziani filo-governativi sciiti erano preponderanti sul campo e un generale iraniano, supportato da alcune centinaia di guardie della rivoluzione, comandava, di fatto, le operazioni), avrebbe potuto segnare una definitiva e più rapida sconfitta dello stato islamico in Iraq.
    Allora, gli Usa hanno fatto pressione sul governo irakeno per inibire l’uso delle milizie sciite nella riconquista delle città e dei territori infestati dai tagliagole, a maggioranza sunnita.
    Si è visto chiaramente in occasione della riconquista di Ramadi, che è stata più lunga e difficoltosa del previsto proprio perché si è cercato di tarpare le ali ai combattenti sciiti, fidando sulle inconsistenti e poco numerose milizie sunnite anti-isis (fra l’altro, “addestrate” dagli americani).
    La scusa addotta dagli Usa, per rallentare la caduta dello stato islamico, era che le milizie sciite, rivelatesi efficaci, motivate più dell’esercito regolare e vincente sul campo, “spaventavano” la popolazione sunnita e commettevano (non meglio identificate) violenze contro di essa …
    Potrei continuare, ma è chiaro che già da molto tempo che l’interesse Usa è ancora quello di continuare la guerra e preservare più a lungo possibile la minaccia jihadista e dello stato islamico, dirigendola contro Assai in Sira, contro l’integrità territoriale di Iraq e Siria e, in futuro, certamente contro la Russia e … l’Europa.
    La cosiddetta Geopolitica del Caos, praticata dagli Usa e dall’Asse del Male (sauditi, israeliani, turchi …), serve per innescare e prolungare i conflitti dissolvendo gli stati nazionali colpiti e, alla fine, riuscendo a controllarli anche se ridotti in macerie.

    Cari saluti

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  2. Salvatore Pwenzone 5 mesi fa

    La doppiezza degli americani rende pericoloso ogni accordo e inutile ogni trattativa.

    Bashar al-Jafari, rappresentante della siria alle NU lancia un allarme sull’intervento turco in Siria:
    “Non c’è dubbio che ci sia pressione russo-iraniana su Ankara per farle cambiare politica verso la Siria. Ma la Turchia dice una cosa e ne fa un’altra. Sentiamo buoni interventi ogni giorno, ma non vediamo nessuna azione reale. Se ci fossero azioni coerenti con le dichiarazioni, non
    avrebbe iniziato l’operazione a Jarabulus. Gli Stati Uniti usano la Turchia, il braccio armato del PKK, al-Nusra e altri. Questo è noto “. L’ allarme avvalorerebbe la tesi del finto golpe operato con la super visione della CIA. Se le cose stessero effettivamente così, allora Putin sarebbe caduto in una trappola molto sofisticata che, ancora più di tutte le provocazioni attuate finora per spingere la Russia a una reazione, con una strategia subdola di invasione mascherata, avrebbe
    creato le condizioni per rendere inevitabile una risposta. Una situazione estremamente pericolosa per i destini globali. La Russia se volesse replicare dovrebbe presto denunciare all’ONU l’azione turco-americana e stigmatizzare la violazione delle norme del diritto internazionale, dopo di che approntare una immediata e letale risposta tale da prendere di contropiede gli USA e lasciare la NATO incapace di reagire. A meno di un intervento in soccorso da parte del più stretto alleato, la Cina, la quale avendo in mano l’arma del debito americano potrebbe intimare a questi ultimi di abbandonare i loro piani per il Medioriente, non sembra ci siano alternative. Operando improvvise e massicce vendite di dollari la Cina potrebbe mettere in crisi la valuta e l’economia americane indebolendone, sul momento, le mire imperialistiche.

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    1. Eugenio Orso 5 mesi fa

      Questa è un’ipotesi interessante. Cerco di riassumerla in poche parole. Se ho ben compreso, non sarebbe Erdogan a fare il doppio gioco, spiazzando gli Usa e barcamenandosi fra Russia e americani. Si tratterebbe di un vero e proprio piano, ordito dagli americani con la collaborazione dell’infame Erdogan per far cadere la Russia (e la sua colazione) in una trappola … Ciò significherebbe che le schermaglie diplomatiche fra gli Usa ed Erdogan, per l’estradizione dagli Usa di Gulen, sono soltanto un’abile recita. Ancor peggio, il golpe da operetta destinato a fallire è sicuramento avvenuto, in ipotesi, con la supervisione della Cia ed Erdogan, probabilmente, ne era informato in anticipo (interminabili liste per l’epurazione già pronte da qualche tempo). Costui sta recitando la parte di chi vuole allontanarsi dai suoi “alleati” tradizionali, cioè Usa, Ue, Nato, e riavvicinarsi a Russia e Iran, addirittura alla Siria di Assad. Un falso riavvicinamento, naturalmente, perché non mi pare che il boia ottomano abbia concesso qualcosa d’importante ai russi e, finora, non ha rotto con la Nato.
      Potrebbe essere l’ipotesi giusta.

      Cari saluti

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      1. Salvatore Penzone 5 mesi fa

        Esatto… ma spero proprio che non sia così. Gli USA vogliono una guerra e la vogliono prima del crollo del dollaro perché quando questo avverrà, la strada per la costruzione di un ordine multipolare sarà aperta e loro avranno subito una sconfitta definitiva.
        Quindi diventa vitale trovare il modo per sottrarsi alle provocazioni e stemperare i conflitti. Finché la Turchia e la coalizione occidentale si muovono in una parte del territorio siriano, strategicamente poco rilevante per le sorti della guerra, la Russia ha ancora un po’ di tempo. Il punto è che avere sul territorio siriano truppe di terra appoggiate da un’aviazione pienamente operativa e con i confini della parte turca che non possono essere presidiati per limitare l’afflusso di terroristi, sarebbe veramente pericoloso una volta che la Clinton fosse eletta.

        Ti ringrazio per i saluti che ricambio cordialmente

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