"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo
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Gli Stati Uniti, nella loro politica di dominio globale, sono rimasti scottati per la resistenza ostinata del popolo e dell’Esercito siriano che non hanno accettato di piegarsi alla loro egemonia ed alla pretesa di fare della Siria un paese smembrato e sottoposto al califfato saudita.

La Siria ed il suo popolo da sette anni combattono con le armi in pugno contro i mercenari inviati da Washington e da Rijad e, con l’aiuto della Russia e dei suoi alleati, hanno dimostrato che all’Impero si può resistere costituendo un esempio pericoloso per gli imperialisti USA ed i loro lacchè nel mondo.

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di Robert Fisk (*)- 18/04/2018

Dal reportage del celebre e storico reporter di guerra Rober Fisk si evince che a Douma non c’è stato nessuno attacco con armi chimiche. Potrebbe essere contestata la versione di Fisk. Vero, ma dal momento che i governi di USA, Francia e Gran Bretagna hanno attaccato la Siria in quanto hanno ricevuto informazioni dai social network dell’uso di gas da parte dell’esercito siriano, perché non si dovrebbe credere ad un reporter di fama internazionale che da più di 40 anni realizza reportage dai campi di battaglia? L’articolo di Fisk acquisisce un’autorevolezza maggiore dal momento che non si può affatto definire un simpatizzante di Assad. Dall’articolo, qui in originale, emerge. Segue traduzione integrale. [L’AntiDiplomatico]

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Scritto da Padre Bahjat Elia Karakach

Padre Bahjat Elia Karakach è francescano della Custodia di Terrasanta, superiore del convento francescano di Damasco, principale parrocchia cristiana di rito latino della capitale.
Le parole, ma soprattutto l’audio, in italiano, sono molto esplicativi. Di una schiettezza sconcertante ed emozionante. (Tiziano Tussi)
“Siamo stati svegliati alle 4 di notte dal sibilo dei missili e abbiamo capito che gli attacchi erano in corso. Si sono udite delle esplosioni nei dintorni di Damasco. Qui al centro tutto è tranquillo ma la gente è preoccupata per il futuro”. Audio: CIVG.it

Così padre Bahjat Elia Karakach, , racconta l’attacco missilistico. “Sapevamo che esisteva l’intenzione di bombardare da parte degli Usa dopo il presunto attacco chimico alla Ghouta orientale ma la speranza era riposta in un’indagine oggettiva sull’uso di armi chimiche e che per questo non ci sarebbero stati lanci di missili”, dichiara il frate che spera “non si ripeta quanto già avvenuto in Iraq che fu invaso nel 2003(da una coalizione formata per la maggior parte da Stati Uniti e Regno Unito, e con contingenti minori di altri Stati, ndr) perché il regime di Saddam Hussein era stato accusato di possedere armi di distruzione di massa. Armi che non furono mai trovate. La volontà è distruggere la Siria. Il progetto va avanti con le bombe. Non ci resta che pregare per la pace ora più che mai.

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di Diego Fusaro

Il volere dell’Unione Europea coincide con quello espresso dalle grandi banche internazionali, ma poi anche da tutte le autorità non democratiche e connesse agli interessi finanziari (Bruxelles, G7, Fondo Monetario Internazionale, ecc.): le quali ripetono senza sosta che occorre attuare “riforme” volte a rendere maggiormente efficiente la governance politica, ossia – questo il punto – a rimuovere ogni ostacolo al potere autocratico del sistema bancario e finanziario con elusione fiscale garantita per le big companies.
Le “riforme strutturali necessarie” evocate e attuate dall’Unione Europea si inscrivono tutte nell’orizzonte della spoliticizzazione, della deregolamentazione e della desovranizzazione dell’economia di mercato eletta a unico fondamento reale, simbolico e valoriale del vecchio continente.

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Un’analisi di alto livello di Emmanuel Todd sulla situazione in Siria e nell’impero dopo i bombardamenti della coalizione occidentale su Damasco.

di  Pierrick Tillet

Mi sento un po’ rassicurato perché non è successo nulla. Se seguivi la stampa anglo-americana, cosa che faccio ogni mattina, ti trovavi in un’escalation anti-russa. Infatti quello che risultava dopo le vicende d’Inghilterra, che risultava nel discorso, era una sorta di crescente russofobia assolutamente misteriosa e che meriterebbe un’analisi. E gli ultimi sviluppi diplomatici sono stati che gli americani e Trump hanno tweettato minacciando un massiccio attacco, ecc. E i russi che hanno detto: State bene a sentire, se è così, useremo la nostra difesa antiaerea e questo sistema che spaventa tutti, il sistema S400 che sembra sia il miglior sistema di difesa terra-aria del mondo.

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di  Luciano Lago

Il fallimento del piano strategico previsto alle origini dagli USA e da Israele in Siria ha comportato, per gli strateghi di Washington, la necessità di adottare un piano sostitutivo, un piano B, per evitare di subire gli eventi piuttosto che determinarli.
Come ormai noto, il piano originario prevedeva in primis il cambio di regime a Damasco con il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad per tramite di una “primavera araba” e di un successivo intervento della coalizione diretta dagli USA secondo il copione già attuato in Libia. L’esito di questo piano doveva essere lo smembramento del paese creando almeno tre nuove entità statali: una la nord curda, un’altra nella parte centrale come califfato sunnita sotto il protettorato dell’Arabia Sauduita ed uno stato Alawita/sciita ad est nella zona di Latiaka.

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Pechino “punta a Taipei” con le esercitazioni “all’ultimo minuto” a fuoco vivo nello Stretto di Taiwan

di  Minnie Chan

Un membro dell’esercito dice che l’esercitazione, che include la portaerei cinese Liaoning, è stata programmata in coincidenza con una visita in Africa da parte del leader di Taiwan

Il primo esercizio di fuoco vivo di Pechino nello Stretto di Taiwan in tre anni, che dovrebbe includere la prima apparizione nella zona da parte della portaerei Liaoning, sembra essere una contromossa dell’ultimo minuto per il tentativo di Washington di giocare la carta di Taiwan, secondo agli analisti

Alla domanda sull’esercizio di venerdì, Ma Xiaoguang, portavoce dell’ufficio affari di Taiwan a Pechino ha sottolineato l’impegno della terraferma di “sconfiggere qualsiasi forma di ‘indipendenza di Taiwan’ e di difendere la sovranità e l’integrità del paese”.

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di  Luciano Lago

Mentre Luigino Di Maio si sente già l’investitura di capo di Governo in tasca, qualcuno inizia a svegliarsi nella base dei 5 Stelle e procede a contestare le scelte di “Gigino Di Maio in politica estera. Alla buon’ora, meglio tardi che mai, si potrebbe esclamare.
Le ultime prese di posizione di “Gigino” di Maio, degne della tradizione della peggiore Democrazia Cristiana, suscitano stupore e rabbia nei militanti che credevano di essere rappresentati da un partito “rivoluzionario” e lo scoprono adesso moderato, filoatlantista e filo UE.

L’abile travestimento da “rivoluzionari” indossato per accaparrarsi i consensi, viene scoperto come un bluff da molti militanti della base che iniziano finalmente ad accorgersi quali contraddizioni ci siano nel programma e negli atteggiamenti dei pentastellati.

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Un gruppo di deputati del Parlamento Europeo ha tenuto cartelloni con la scritta “Hands off Syria!” Durante il discorso di Emmanuel Macron davanti al Parlamento Europeo martedì, mettendo in ombra l’appello del presidente francese per una maggiore unità europea sulle questioni di sicurezza.

Nel suo discorso, Macron ha esposto la sua visione di una “profonda trasformazione” all’interno dell’UE, con la quale gli stati membri abbandonerebbero il loro “egoismo e negatività” per “ciò che ci unisce”.

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L’Arabia Saudita è disposta a inviare truppe in Siria sotto il comando della coalizione guidata dagli Stati Uniti, se tale decisione sarà presa, ha detto il ministro degli Esteri Adel al-Jubeir il 17 aprile, secondo i media di stato.

“Siamo in discussione con gli Stati Uniti e siamo stati dall’inizio della crisi siriana disponibili all’invio di nostre forze in Siria”, ha detto Jubeir durante una conferenza stampa con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres a Riyadh.

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Gruppi terroristi takfiri non riescono a conquistare il controllo del posto di frontiera nell’Iran sudorientale e vengono annientati e respinti.

TEHERAN (FNA) – Le guardie di frontiera iraniane hanno respinto un attacco terroristico contro una torre di avvistamento nella provincia sudorientale di Sistan e Balouchestan martedì a mezzanotte, dopo aver sostenuto pesanti scontri con i miliziani.

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