"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’ambasciatore della Russia in Libano ha manifestato verbalmente l’ appoggio russo ad Hezbollah, il movimento di resistenza libanese , affermando che  “ha un grande peso politico e militare nello scenario libanese” e soprattutto che “combatte efficacemente contro il terrorismo in Siria”.

Il giornale Al Nashra ha citato l’ambasciatore, Alexander Zaspekin, che ha qualificato Hezbollah come un fattore di stabilità nel Libano” ed un movimento che ha iniziato come un gruppo di resistenza e finalmente ha trovato la sua collocazione nel governo e nel Parlamento del Libano”.
Le parole del diplomatico hanno interessato in grande misura gli analisti che hanno visto in queste parole il segnale di una futura associazione tra la Russia ed Hezbollah. Di fatto i russi sembrano sempre più interessati nel Libano ed a quello che accade in quel paese, come sono interessati a consolidare  una alleanza con Hezbollah che potrebbe facilitare la presenza della Russia nel paese dei cedri.

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di Barbara Tampieri

“Psicosi di stato indotta che porta il cittadino ad abbandonare la ragione e a perdere l’istinto di autoconservazione”.

Ripetete una bugia mille volte e la gente imparerà a riconoscerla subito come tale. Goebbels forse non l’aveva previsto, ma il fact-checking online è la sua nemesi. La sua frase più famosa (o famigerata) non è più vera, è stata falsificata da Internet.
Le bugie talmente grosse da essere percepite come verità si potevano credere ai suoi tempi e fino a vent’anni fa, quando c’erano solo la radio, il cinema, le parate di regime e soprattutto la televisione.

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Sono sempre loro, e non mollano. Giuliano Amato, Anthony Giddens. Cioè «esponenti di punta della “terza via” blairiana e del pensiero unico ordoliberista». Hanno firmato l’ennesimo appello (sul “Corriere della Sera”, l’11 febbraio) per il “rilancio dell’integrazione europea”, sostenuto da 300 intellettuali. Strillano: oggi l’Unione Europea è sotto attacco «sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere per decenni».

Esaltano «l’economia sociale di mercato», affermando che può funzionare solo grazie a una governance multilivello e al principio di sussidiarietà. E rivendicano il ruolo di un’Europa «cosmopolita» nella costruzione di una «governance globale democratica ed efficiente». Il tutto, scrive Carlo Formenti su “Micromega”, condito dall’invito a legittimare la Ue attraverso elezioni in cui i cittadini del continente possano finalmente sceglierne i vertici. Peccato, dice Formenti, che le affermazioni dell’appello siano integralmente false. L’Europa avrebbe garantito pace, democrazia e benessere? «Dai Balcani all’Ucraina, passando per la Libia, l’Europa è stata un costante fattore di guerra». Quanto alla democrazia, «chiedete cosa ne pensa il popolo greco». E il citato benessere? Non pervenuto.

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di Andrea Cavalieri

Vent’anni erano quelli del romanzo di Dumas, ma il ritmo frenetico del mondo moderno suggerisce che anche solo la metà siano un tempo cospicuo per verificare previsioni e tabelle di marcia.
Mi riferisco all’intervento di Putin del febbraio 2007 a Monaco di Baviera, durante la Conferenza sulla Sicurezza dal titolo: “Crisi globali, responsabilità globale”.

Qui un bel servizio che ne mette in rilievo i passi salienti.
youtube.com/watch

Personalmente trovo molto interessanti e significativi 3 passaggi
… tutto il sistema di comando di una nazione, gli Stati Uniti, ha trasceso i suoi stessi confini nazionali in tutti i settori: nell’economia, nell’arena politica, nella sfera umanitaria. Questi principi vengono imposti con la forza alle altre Nazioni. A chi potrà piacere una cosa del genere? Davvero, a chi piacerà?

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di  Luciano Lago

A Monaco la scorsa settimana, nel corso della Conferenza sulla Sicurezza, si è ufficializzata la formazione di un nuovo asse di alleanza in Medio Oriente tra l’Arabia Saudita ed Israele in funzione anti iraniana, segnalando un crescente  allineamento degli interessi fra questi due paesi, mentre l’Amministrazione USA ha promesso di varare nuove sanzioni contro l’Iran e di contrastarne la crescente influenza della potenza sciita nella regione.

Il ministro degli Esteri saudita, dopo aver sciorinato il suo elenco di accuse, ha richiesto che l’Iran venga sanzionato per il suo appoggio fornito alla resistenza della Siria contro l’aggressione USA-Saudita, per il suo programma di sviluppo di missili balistici a medio raggio e per aver sostenuto  la resistenza delle forze yemenite all’aggressione dell’Arabia Saudita e degli USA contro il picolo paese arabo.

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“Il presidente siriano Bashar al-Assad è l’unica forza capace di impedire l’arrivo al potere del gruppo terrorista dell’ISIS”, ha dichiarato oggi Marine Le Pen a Beirut, dove si trovava in visita ufficiale.
“Al-Assad è ovviamente una soluzione molto più confortante per la Francia che non il Daesh (acronimo in arabo dell’ISIS) “, ha sottolineato la leader della formazione di ultradestra Front National (FN), ed aspirante alla presidenza , Marine Le Pen.

L’esponente politico francese ha fatto queste dichiarazioni dopo la riunione che ha tenuto a Beirut con il primo ministro libanese, Saad Hariri con cui ha commentato questo lunedì la situazione del Medio Oriente. “Ho espresso al signor primo ministro la mia analisi della situazione, che vado manifestando dall’inizio della crisi siriana: non disponiamo di alcuna soluzione percorribile a parte la scelta tra Bashar Al-Assad ed il Daesh”, ha affermato.

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di Andrea Cucco

È con una certa inquietudine che apro le prime pagine dei giornali nelle ultime settimane. Che l’Italia non abbia una politica estera indipendente – ma sarebbe facile affermare “nemmeno vagamente autonoma” – è evidente da molti (moltissimi) decenni. Che le decisioni vengano prese fuori dai nostri confini nazionali è quindi oramai “tradizione”. Quel che sconcerta è la regia straniera inaspettata.

Mi spiego meglio. Negli ultimi lustri ad occidente c’è stato a grandi linee un “fronte per la pace” comune. Questo ha portato a fasi alterne disordini e morte, seguiti da maldestri riordini (e morte…) in tutto il nord Africa e Medio Oriente. Paesi come la Libia ne sanno qualcosa, ma potremmo citarne altri come la Siria.

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di Grete Mautner

Sono stati divulgati di recente alcuni sondaggi della YouGov che dimostrano che i cittadini tedeschi ne hanno ormai abbastanza della Angela Merkel. Si è osservato che la crisi dei rigugiati, il Brexit, la crescita europea dei movimenti “populisti”, oltre alla elezione del presidente statunitense Donald Trump, hanno fatto cambiare le preferenze politiche espresse dalla popolazione tedesca. Adesso, secondo i recenti sondaggi inchiesta di You Gov, all’incirca due terzi dell’elettorato tedesco pensano che dopo la Merkel che ha governato per gli ultimi 12 anni, è arrivato il momento di un nuovo leader.

Inoltre, il sondaggio inchiesta ha dimostrato che il 35% dei tedeschi janno pensato che la CDU avrebbe un miglior risultato alle elezioni senza la Merkel come proprio candidato, di sicuro i sondaggi possono essere falsati, e la Merkel ancora dispone di sei mesi per arrivare alle elezioni, ma quando ha detto lei stessa che questa sarà la sua più difficile elezione, lei non stava mentendo.

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A Deir Ezzor sono assediati da anni 100 mila civili, non meno innocenti dei civili di Aleppo Est per i quali sono stati usati termini come “massacro”, “olocausto” e “strage”.

di Fulvio Scaglione

Uomini e donne di ottima volontà. Marciatori e marciatrici. Difensori dei diritti umani. Democratici sdegnati. Pacifisti. Intellettuali della buona causa. Aleppo è andata com’è andata ma comunque è finita e vi trovate un po’ con le mani in mano, con un sacco di energie da investire? Non temete, una ragione per mobilitarsi si trova sempre. Mai sentito parlare di Deir Ezzor?

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L’assetto mondiale “unipolare” non può essere duraturo, i leader mondiali devono creare “un ordine mondiale più equo”. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a Monaco.

Importanti passaggi del discorso del  ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, a Monaco.

Secondo il ministro degli Esteri russo, “la Guerra Freddda continua ad esser epresente nella mente di molti in una epoca carattetterizzata dalle menzogne e dalle notizie false”. Ad opinione del  cancelliere russo,” soltanto una forma di cooperazione onesta fra le nazioni può salvarci dalla catastrofe”.

“L’Umanità si trova al cospetto di una fase critica in un “ordine mondiale liberale” che non è riuscito ad adattarsi alla realtà successiva all’epoca della Guerra Fredda”, ha dichiarato Seguei Lavrov, il ministro degli Esteri russo, nel corso della Conferenza sulla Sicurezza a Monaco. Secondo il cancelliere soltanto una epoca di cooperazione potrebbe trasformare l’attuale periodo di post verità in una epoca di post menzogna.

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