"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

A prescindere dall’esito scontato del referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno o dalla sua probabile sospensione, la creazione di uno Stato curdo nell’attuale panorama mediorientale cela non poche ambiguità. Soprattutto se si considera che i principali sostenitori di questa ipotesi (Israele e USA) non hanno alcuna intenzione di stabilizzare la regione

di Daniele Perra

I fiumi di inchiostro attraverso i quali pennivendoli di vario genere e presunti intellettuali occidentali si sono spesi in favore del meritevole popolo curdo, paladino della lotta contro l’ISIS, dovrebbero già lasciar intuire il carattere non propriamente genuino di un simile processo di autodeterminazione. È noto che la creazione di uno Stato curdo e il suo sfruttamento come testa di ponte dell’imperialismo occidentale nel Levante fosse già prevista nel Progetto Grande Medio Oriente elaborato nei primi anni duemila dall’amministrazione Bush e nel suo antecedente sionista: il Piano Yinon dei primi anni Ottanta del XX secolo, in cui la disgregazione su linee etnico-settarie dell’Iraq era considerata la soluzione migliore per neutralizzare un governo baathista dotato di un potente esercito e dunque percepito come concreta minaccia esistenziale da Israele.

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di MK Bhadrakumar

L’annuncio di Teheran sulla riuscita prova di un missile balistico con gittata di 2000 chilometri e capace di trasportare più testate belliche per colpire diversi obiettivi, muta notevolmente l’equilibrio militare in Medio Oriente. Israele e le circa 45000 truppe statunitensi dispiegate in Medio Oriente, Giordania (1500 truppe), Iraq (5200), Quwayt (15000), Bahrayn (7000), Qatar (10000), EAU (5000) e Oman (200), rientrano nella gittata del missile iraniano.

L’Iran ha dimostrato una deterrenza che priverà Stati Uniti e Israele dell’opzione militare. Il test del missile è una sfida strategica di Teheran agli Stati Uniti, dopo le scandalose osservazioni del presidente Donald Trump contro l’Iran nel discorso all’ONU. Da questo punto, Trump deve prestare molta attenzione nel strappare l’accordo nucleare con l’Iran. Tale atto da Trump o dal Congresso (imponendo nuove sanzioni) può essere usato da Teheran per riprendere il programma nucleare, con implicazioni di vasta portata, date le sue capacità missilistiche.

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di  Paolo Borgognone

Il liberalismo rappresenta oggi non soltanto una ideologia politica bensì un modo di essere, l condizione richiesta come necessaria agli esseri umani per poter permettere loro l’accesso alla così detta “società civile” . La pseudo civiltà-occidentale postmoderna si basa su un pregiudizio culturale intimamente totalitario: o si è liberali o non si è. Chi non aderisce all’identità unica postidentitaria, liberale (nella sua tripartizione consentita: moderato-rifromista , progressista e radicale di sinistra), e rifiuta di sottomettersi ai processi di globalizzazione culturalmente promossi e agevolati dalla sponda sistemica del liberalismo, per la comunità accademica e giornalistica dei così detti intellettuali è, di per sè, considerato già un nazista.

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di  Luciano Lago

L’affermazione del Partito di AfD in Germania non è cosa di poco conto, con i suoi 87 seggi conquistati, quale terzo partito che entra per la prima volta nel Bundestag.  Questo successo della AdD equivale ad una spina nel fianco o ad un “sasso nella scarpa” per la Merkel e per tutto il fronte globalista pro UE e pro NATO.

Non si tarderà a scoprire che, contrariamente alle fandonie propagandistiche dei media del sistema che definiscono questa una vittoria per i populisti e per gli estremisti di destra, la vittoria della AfD rappresenta in realtà l’affermazione di un partito di cittadini europei che sono indignati con l’attuale politica della UE nel suo insieme, oltre che della stessa classe politica tedesca asservita agli interessi della elite finanziaria e delle centrali atlantiste.

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La decisione sembra sia stata finalmente presa dalle autorità di Mosca: la Russia realizzerà una base aerea a Deir Ezzor, nella Siria centro Est, per evitare l’avanzata dei ribelli e delle formazioni curde SDF sostenute dagli USA. Questa si trasformerà nella maggiore base russa nel paese, secondo i media arabi.
Il portale libanese Al-Ahed News, citrando informative di media occidentali, ha riportato lo scorso Lunedì che la Russia ha in progetto di costruire una grande base aerea militare nella provincia orientale di Deir Ezzor per via della sua importanza strategica.

Secondo l’informativa, la lunga distanza tra l’aeroporto militare russo di Latiaka, con le zone al centro e nell’estremo est della Siria sono un altro motivo che spinge Mosca ad ampliare la sua presenza militare in Siria.

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Le unità delle forze speciali statunitensi “offrono un transito senza impedimenti”, attraverso i territori occupati dai terroristi, alle Forze Democratiche Siriane (SDS), sostenute da Washington, secondo il ministero russo della Difesa.

Il Ministero della Difesa russo, oggi, ha pubblicato una serie di foto aeree dei territori dove è presente l’ISIS, in cui si vedono veicoli da combattimentio delle forze speciali Usa. Le immagini, che sono state scattate tra l’8 e il 12 settembre 2017, mostrano un gran numero di veicoli corazzati statunitensi, di tipo Hammer, utilizzati dalle forze nordamericane nelle aree dove sono presenti i terroristi dell’ISIS.Vedi: Sputinik Mundo

Le unità delle forze speciali statunitensi “provvedono ad un transito senza impedimenti” per le Forze Democratiche Siriane (SDS), sostenute da Washington, osserva il ministero russo della Difesa. “Senza trovare resistenza dei terroristi dell’ISIS, le unità delle SDS avanzano lungo la riva sinistra del fiume Eufrate verso la città di Deir Ezzor”, afferma.

Inoltre, il materiale grafico mostra “chiaramente” che le unità speciali nordamericane sono in punti di appoggio precedentemente occupati dall’ISIS. Tuttavia, “non ci sono tracce di assalto o scontri” con i terroristi, odi crateri per i bombardamenti dei velivoli della coalizione internazionale intorno a queste zone. “Tutto il personale militare statunitense nelle zone controllate dai terroristi si sente completamente sicuro”, ha affermato il ministro della Difesa russo.

Fonte: Pars Today

 

L’amministrazione di Trump vuole un accordo completamente diverso, o andrà a revocarlo unilateralmente. Le conseguenze che ne deriveranno potrebbero  essere incendiarie.

di  Pepe Escobar

Contrariamente a un giro di sbarramento, la riunione dei Paesi del 5 + 1, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per valutare l’attuazione dell’accordo nucleare iraniano non è andata particolarmente bene, come i diplomatici hanno confermato ad Asia Times.

Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson è stato costretto a riconoscere che Teheran sta rispettando l’accordo. Ma ancora una volta ha martellato i nuovi refrain americani – ora risulta che sia l’atteggiamento dell’Iran a non soddisfare le “aspettative”.

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“Il sionismo è contrario alla identità dei popoli europei, al risorgimento spitituale dell’Europa, al rinascimento del genio europeo, al futuro libero ed alla integrità dei nostri figli” . Sono le parole pronunciate dal presidente di “Soluciona en Cataluña” e candidato alla Muncipalità di Barcelona, Gerard Bellalta.

Bellalta ha lanciato una dura requisitoria contro l’influenza del sionismo nella maggiorparte degli avvenimenti drammatici che si stanno verificando nel mondo e, in questo contesto, ha richiesto al Governo Spagnolo che prenda le distanze dallo Stato sionista di Israele, che esercita un sistema di apartheid e pratiche di discriminazione razziale, incluso il genocidio nei territori palestinesi occupati, come avviene attualmete.

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“Nel mese di febbraio, quando Trump è arrivato all’ufficio presidenziale, ha dovuto affrontare tre crisi: una crisi missilistica cubana in Corea del Nord, una guerra del Vietnam in Afghanistan e una baia dei porci in Venezuela, così gliele hanno proposte la CIA e le forze armate statunitensi”.

Samuel Moncada, il vice ministro degli Esteri venezuelano per il Nord America, in un’intervista a VTV da New York dove sono in svolgimento i lavori di apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha citato il primo ex consigliere sul Consiglio di Sicurezza Nazionale di Trump, Steve Bannon, che aveva rivelato queste informazioni durante un’intervista a una stazione televisiva locale prima di essere rimosso una settimana più tardi.

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di Valentin Vasilescu

Dall’organizzazione del colpo di Stato in Ucraina, l’insediamento dei nazisti a Kiev e l’indipendenza della Crimea, la NATO alimenta la paranoia dei suoi membri europeo-orientali. Mosca non avrebbe protetto i crimeani da un governo nazista, ma conquistato e annesso questo territorio storicamente russo. Grazie a tale narrazione, Washington occupa l’Europa orientale militarmente, senza che i popoli sottomessi protestino. Al contrario, sono allarmati dalle manovre militari russe-bielorusse.

La stampa occidentale riferisce ogni sorta di preoccupanti ipotesi sulle esercitazioni militari “Zapad-2017” quale opportunità per la Russia d’invadere gli Stati sul fianco orientale della NATO. Nessuno si preoccupa di studiare lo scenario di queste esercitazioni ed ha la formazione necessaria per analizzarle. Vediamo cosa sono. Le esercitazioni militari russo-bielorusse Zapad-2017 si svolgono dal 14 al 20 settembre 2017 e mirano a: “Migliorare l’addestramento e l’uso di gruppi di forze armate per garantire la sicurezza dell’avamposto strategico della difesa collettiva di Russia e Bielorussia”.

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