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Due sparizioni e due risposte molto diverse da parte dei governi occidentali, sono quelli che illustrano il livello della loro ipocrisia.

di William Enghdal

Quando l’ex spia russa Sergei Skripal è scomparsa in Inghilterra all’inizio di quest’anno, vi è stata un’azione punitiva quasi immediata da parte del governo britannico e dei suoi alleati NATO contro Mosca. Al contrario, i governi occidentali si sono adoperati con estrema moderazione nei confronti dell’Arabia Saudita per il caso più scioccante e dimostrabile del giornalista assassinato Jamal Khashoggi.

La protesta dei governi occidentali e dei media sull’affare Skripal è stata assordante e ha portato la  Gran Bretagna, gli Stati Uniti e  altri 28 paesi dell’area atlantica ad espellere dozzine di diplomatici russi sulla scia di affermazioni britanniche infondate secondo le quali  il Cremlino ha tentato di assassinare una spia in esilio con un agente nervino mortale . L’amministrazione Trump ha ulteriormente rafforzato le sanzioni citando l’incidente di Skripal.

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di  Luciano Lago

Arriva come una frustata, nella sera di Venerdì 19 Ottobre, il declassamento dell’agenzia Moody’s che ha annunciato di aver tagliato il rating dell’Italia. La notizia viene resa nota in tarda sera, dopo una giornata convulsa in Borsa, una notizia cattiva ma non inattesa: il nostro debito passa da Baa2 a Baa3, con outlook stabile. Un solo gradino più in basso, evitiamo così che i nostri titoli di Stato diventino “junk”, letteralmente carta straccia, con l’impossibilità soprattutto per molti fondi di investimento internazionali di acquistarli. Di fatto, l’anticamera del commissariamento della Troika.

Si sapeva ed era facilmente prevedibile, nonostante i fondamentali positivi dell’economia italiana, Moodys colloca l’Italia come solvibilità del suo debito, al di sotto della Bulgaria. Per quanto l’Italia possa vantare una saldo di avanzo primario ed un livello di risparmio privato fra i primi in Europa, Moodys segnala preoccupazioni in merito alle riforme adottate dal governo giallo/verde.

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L’ex ambasciatore statunitense a Tel Aviv (2011-2017), Dan Shapiro, ha considerato che il coinvolgimento del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman (Mbs) nell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi rappresenta una catastrofe per “Israele”, aggiungendo che l’interesse principale dell’entità sionista si trovava nell’alleanza USA-Arabia Saudita contro l’Iran.

In un articolo pubblicato esclusivamente dal quotidiano israeliano Haaretz, Shapiro ha aggiunto che MbS ha commesso un crimine atroce che ha gravi ripercussioni in quanto pone l’Arabia come un paese non affidabile e mina la possibilità di stabilire un consenso internazionale sulle pressioni esercitate sull’Iran, sottolineando che il principe ereditario saudita, oltre alla smisurata ambizione, soffre di cecità strategica.

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Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha criticato le politiche migratorie dei paesi che sostengono l’adozione dell’accordo globale sui migranti delle Nazioni Unite.

Le reti internazionali di Soros stanno cercando di usare le Nazioni Unite, in cui hanno una grande influenza, per presentare qualcosa come supporto internazionale alle migrazioni in Europa. Una delle illustrazioni è l’iniziativa delle Nazioni Unite di adottare l’accordo globale sui migranti … L’ONU in questo senso è una buona arena, perché Il numero di paesi dai quali i migranti lasciano il mondo è molto più grande dei paesi a cui aspirano, quindi possiamo dire che nell’ONU, dove ogni stato è rappresentato, le forze pro-immigrate saranno sempre nella maggioranza ” – ha detto in onda la radio ungherese “Kosut”.

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di  Roberto Pecchioli

La contestazione contro le oligarchie transnazionali e i loro terminali politici avanza. Sulla scena politica iberica irrompe Vox, un movimento sovranista e patriottico a cui tutti i sondaggi attribuiscono la conquista di seggi alle elezioni europee dell’aprile prossimo e l’ingresso alle Cortes, il parlamento spagnolo.

La Spagna viva è lo slogan che si è imposto all’attenzione degli elettori. Due imponenti manifestazioni popolari, una a Madrid con oltre diecimila partecipanti, l’altra a Barcellona, hanno consacrato l’ascesa di Vox e del suo fondatore, un basco poco più che quarantenne, Santiago Abascal, figlio di un esponente politico per anni nel mirino dell’Eta, l’organizzazione terrorista assassina attiva per decenni.

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SIRIA: A UN ANNO DALLA BATTAGLIA PER RAQQA E STATI UNITI E REGNO UNITO RIFIUTANO DI ACCETTARE LA RESPONSABILITÀ PER LE MORTI CIVILI

Un anno fa gli Stati Uniti guidarono la Coalizione a svolgere un ruolo di primo piano nella battaglia per la conquista della città siriana di Raqqa. Le forze della coalizione hanno effettuato migliaia di attacchi aerei e di artiglieria sulla città che hanno causato centinaia di morti e contribuito a distruggere l’80% della città. Un anno dopo questa guerra di annientamento, i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno completamente negato i crimini di guerra commessi nella battaglia per Raqqa.

Il 10 settembre il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha inviato la sua “risposta finale” ad Amnesty International affermando che gli Stati Uniti si rifiutano di accettare qualsiasi responsabilità per le morti civili causate dai suoi attacchi aerei / artiglieria e che non compenseranno le famiglie dei defunti o dei sopravvissuti. Né gli Stati Uniti sarebbero disposti a indagare sulla massiccia perdita di vite civili causata dal loro sistema di bombardamento  massiccio e indiscriminato  della città.

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Dalle polemiche in corso  emerge quali siano i propri interessi, ed è perfettamente normale per gli Stati Uniti sabotare il gasdotto South Stream che avrebbe alimentato l’Austria e l’Italia

La Germania deve consultarsi con i suoi partner europei per quanto riguarda il progetto, ha detto il ministro tedesco  Andreas Michaelis, e ha osservato, come riportato da Reuters, che “certamente non è disposta ad accettare che Washington decida alla fine della giornata che noi tedeschi non dovremmo fare affidamento sul gas russo e che non dovremmo completare questo progetto di gasdotto. “

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L’Italia ha scelto un percorso di collisione con l’Europa, dopo aver avvertito che il paese è pronto a imporre un veto sulla ripresa delle sanzioni anti-russe da parte dell’Unione Europea (UE), riporta Daily Telegraph.

Stiamo parlando di una possibile estensione delle sanzioni contro la Russia, introdotte nel 2014 in relazione alla situazione in Ucraina. Le sanzioni comprendono restrizioni finanziarie, congelamento di beni di privati, un embargo sull’esportazione di armi. Il loro periodo di validità scade a gennaio, scrive il quotidiano.

Durante una sua visita a Mosca, Matteo Salvini, il vice primo ministro italiano , ha sostenuto che Roma potrebbe bloccare il rinnovo delle sanzioni che sono state istituite dal 2014 quando la Russia ha annesso la Crimea.

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di Enrico Vigna

Il 13 ottobre, una madre e una figlia sono state assassinate dai battaglioni neonazisti della giunta di Kiev a Maryevka, nella Repubblica Popolare di Lugansk.

Il 13 ottobre a seguito di uno dei quotidiani bombardamenti sui civili, di cui nessuno in occidente ormai parla più, alle 17,45 la diciassettenne Anastasiya e sua madre Larisa Kovtun, sono rimaste uccise dai proiettili di un mortaio da 122 mm, sparato dall’area di Zolotoye su Maryevka. Anastasiya è morta per le lesioni da esplosione di proiettile, che ha provocato un trauma cranio cerebrale con danno cerebrale e una ferita da schegge su entrambi i fianchi con i vasi sanguigni lesi. La mamma Larisa è morta per le ferite da esplosione dei proiettili, con una ferita da schegge sul parte sinistra del torace, con danni agli organi interni e ferite da schegge che l’hanno dilaniata sulla coscia sinistra con danni ai vasi sanguigni.

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Il ministro degli Esteri russo, Serguei Lavrov, ha accusato gli Stati Uniti di trasferire i componenti del gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) in Iraq ed in Afghanistan.

“Ogni volta riceviamo più informative circa il fatto che gli statunitensi stanno trasferendo i terroristi del Daesh in Iraq ed in Afghanistan. Sono fatti questi molto allarmanti”, ha dichiarato questo Giovedì Lavrov nel corso di una intervista con RT France, Paris Match e Le Figaro.

Il capo della diplomazia russa afferma che Mosca ha richiesto su tale questione precise spiegazioni agli Stati Uniti, che dirigono la coalizione degli alleati in Siria contro il Daesh.

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