"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Germania turchi immigrazione

di Muro Bottarelli

Mentre i media autorevoli dedicano tutta la loro attenzione all’attacco da operetta dell’alcolizzato lussemburghese contro Nigel Farage, forse occorrerebbe prestare maggiore attenzione all’atteggiamento di Angela Merkel verso la vicenda Brexit. Tutti infatti hanno sottolineato una sua particolare durezza, tralasciando il fatto che soltanto la Cancelliera e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, hanno invece sposato la tesi di Londra della necessità di tempo (e di un nuovo premier) prima di attivare l’articolo 50, tanto che il proprio Tusk ha sì fissato un vertice straordinario ma solo per la metà di settembre.

Non c’è, quindi, né tutta questa urgenza, né la prospettiva di cavallette alle porte per il Regno Unito. Ma perché Angela Merkel sposa un’apparente linea del dialogo? Forse perché l’anno prossimo in Germania si vota e il tema più caldo sarà l’immigrazione, la malagestione europea della quale per David Cameron è stata la ragione della vittoria del Leave: mentre noi eravamo occupati a preconizzare il crollo del Big Ben, infatti, in quattro giorni sono arrivati in Italia ben 13mila clandestini (i profughi sono bloccati al confine turco, questi sono ragazzoni in salute del sub-Sahara o del Maghreb).

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Proteste contro il TTIP

di Roberto Brumat

Potremo anche far finta di niente, tanto di qualcosa si deve pur morire… Però se ci teniamo a campare più a lungo forse dovremmo preservare almeno le nostre più sane abitudini alimentari ( dieta Mediterranea ) e cercare di inquinare di meno, mettendoci al riparo dalle invasioni di cibi e prodotti stranieri poco o per nulla attenti alla salute e alla sicurezza di chi è destinato ad usarli.

L’Europa si accinge (se non sarà fermata dall’opinione pubblica) ad accogliere a braccia aperte alimenti, farmaci, servizi e prodotti americani che non rispondono alle norme europee di sanità, ambiente e sicurezza che sono più stringenti e garantiste per noi cittadini.

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Bambini pèalestinesi riforniscono acqua

di  Ramzy Baroud

Comunità intere, in Cisgiordania, non hanno accesso all’acqua o hanno avuto il rifornimento idrico ridotto quasi della metà.
Questa situazione drammatica è in corso da settimane, da quando l’azienda idrica nazionale israeliana, la ‘Mekorot’, ha deciso di tagliare – o di ridurre in modo considerevole – la fornitura a Jenin, a Salfit, in molti paesi attorno a Nablus e in altre zone.

Secondo il primo ministro dell’Autorità palestinese, Rami Hamdallah, Israele sta conducendo una ‘guerra dell’acqua’ contro i palestinesi. La cosa paradossale è che l’acqua fornita da Mekorot è in realtà acqua palestinese, usurpata da fonti acquifere della Cisgiordania. Mentre gli israeliani, compresi quelli delle colonie illegali di Cisgiordania, ne usano la maggior quantità, ai palestinesi l’acqua viene rivenduta a caro prezzo.

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Istambul Airport

da Il Poliscriba
Posted on 29 giugno 2016

Non occorre essere strateghi geopolitici per capire che l’attentato all’aeroporto Ataturk di Istanbul era una minaccia terroristica evitabile, una risposta a 5 “provocazioni” avvenute nei giorni scorsi nei confronti dell’avanzata islamica in Europa.

In sintesi queste le motivazioni che hanno scatenato l’ira dei fondamentalisti islamici del DAESH-IS-ISIS:

1) La parola “GENOCIDIO”, usata da Bergoglio in merito alla strage di armeni compiuta dai turchi tra il 1915-16.

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Renzi con la Boschi

Basta giri di parole e commissariamenti, meglio libertà e democrazia. Da Londra a Roma, l’onda del Brexit rischia di travolgere Matteo Renzi: contro la “rottamazionedella Costituzione voterebbe il 54% degli italiani, incluso il 22% degli elettori del Pd. L’“Huffington Post” ha pubblicato il primo sondaggio sul referendum di ottobre dopo il voto che ha sancito l’addio del Regno Unito all’Unione Europea. E le percentuali non lasciano spazio di vittoria per il premier, che ha investito tutto sul buon esito della consultazione sulla riforma costituzionale, scrive il “Giornale”.

Secondo il sondaggio di “ScenariPolitici” realizzato in esclusiva per l’“Huffington Post”, la maggioranza degli italiani oggi sarebbe orientata a votare contro la manomissione della Costituzione e lo smantellamento del Senato elettivo. «Il 54% degli intervistati voterebbe contro la riforma, il 46% a favore», si legge sul sito diretto da Lucia Annunziata, pur consapevole che si tratti di dati ancora «suscettibili di sostanziali modifiche, visto che meno di un italiano su due oggi è certo di andare a votare».

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Reparti sauditi

La doppia faccia dell’Unione Europea: sanzioni alla Siria e commercio di armi con l’Arabia Saudita

Non si potrebbe manifestare una maggiore dose di ipocrisia di quanta ne dimostrano costantemente i governi dei principali paesi della UE e gli stessi rappresentanti diplomatici di Bruxelles come la Federica Mogherini , Donald Tusk, ed i loro colleghi della Commissione Europea.
La Russia ha invitato i rappresentanti della UE e degli USA a togliere le sanzioni contro la Siria che stanno causando gravi effetti sulla situazione umanitaria di quel paese gia’ provato duramente da oltre cinque anni di un conflitto architettato dall’esterno.

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Marine Le Pen favorevole al Brexit

Marine Le Pe, leader del Front National in Francia, ha richiesto oggi la sospensione immediata dell’area Schengen per garantire la sicurezza in Francia dopo l’attentato di Istanbul.
La richiesta è’ ‘ stata fatta dalla Le Pen nel corso di una intervista ad un canale radio LCI che è’ stata riprodotta su Twitter.
Nella stessa intervista la Le Pen ha espresso le sue condoglianze al popolo turco ed ha stigmatizzato il ruolo ambiguo che svolge il Governo turco nei confronti dello Stato Islamico. “La Turquie a eu un rôle ambigu vis-à-vis de l’État islamique. Nous sommes les mieux placés pour assurer notre sécurité.”

Inoltre la Le Pen ha annunciato la sua intenzione di procedere anche in Francia ad una raccolta di firme per celebrare un referendum per richiedere l’uscita della Francia dall’Unione Europea.

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Erdogan complice dell'ISIS

Il Governo turco invia armi allo Stato Islamico mediante le ambulanze fin dall’inizio della crisi in Siria, ha denunciato un esponente dell’opposizione turca.
Il portavoce del Partito democratico Popolare (HDP), Ayhan Bilgen, ha dichiarato il Lunedì, alla televisione siriana, che i terorristi stanno abbandonando i campi di addestramento in territorio turco e, dopo aver combattuto in Siria contro le forze governativa, ritornano in Turchia.
Lo steso Bilgen ha accusato inoltre il Governo Turco di essere la causa principale dello spargimento di sangue innocente in Siria per causa dei suoi errori di calcolo e di politiche arbitrarie.

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Aereoporto di Istambul

Come informa il network televisivo turco, NTV, si sono udite forti detonazioni, seguite da colpi d’arma da fuoco a raffica che si sono prodotti nel Terminal internazionale dell’aereoporto, che hanno lasciato a terra almeno 20 vittime e circa 60 feriti (secondo un primo bilancio).

Le autorità turche hanno dichiarato che due sospetti terroristi – un uomo ed una donna – hanno fatto detonare esplosivi nel loro passaggio al controllo di sicurezza del terminal.  Altre testimonianze di testimoni presenti sul posto parlano di 4 uomini armati visti fuggire dal terminal.

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Reparti Hezbollah in Libano

Gli Stati Uniti hanno ribadito che “l’Iran deve smettere di appoggiare gli Hezbollah del Libano se vuole avere un ruolo attivo e positivo nel mercato mondiale”.
Eric Schultz, portavoce della Casa Bianca, ha assicurato che ci sono stati dialoghi circa l’accesso di Teheran al mercato internazionale, ed ha avvisato che la fornitura di risorse militari ad Hezbollah da parte dell’Iran, avrà un impatto sulla possibilità che Teheran svolga  un suo ruolo nei mercati mondiali.

Schultz ha aggiunto che gli attori finanziari sono preoccupati per il comportamento del paese persiano rispetto ad Hezbollah, considerata questa da Washington una organizzazione terroristica, visto che gli operatori  non vogliono fare affari con un paese che  stia fornendo appoggio a questa organizzazione.

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