"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le forze aeree irachene hanno individuato e colpito il nascondiglio dei membri dell’ISIS (Daesh in arabo) nel settore occidentale della città di Mosul, dove sono morti alcuni degli alti comandanti terroristi, indentificati come cittadini sauditi, si tratta di Abdulá al-Hayyaf, Jaled Mohamad Haza al-Shemary e Abdelrahman Mohamad Murad.

Secondo il comando iracheno, erano esattamente quelli che dirigevano le operazioni del Daesh su Mosul ed erano collegati con un comando esterno che si presume sia in Arabia Saudita. Ennesima prova del coinvolgimento dell’Arabia Saudita nel coordinamento dei gruppi terroristi in Iraq ed in Siria. Da notare che l’Arabia Saudita fa parte della coalizione “antiterrorista” (sic!) diretta dagli USA che è stata più volte accusata dalle autorità irachene di aver favorito il rifornimento di armi e munizioni ai gruppi del Daesh.

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Vari missili da crociera Kalibr sono stati utilizzati dalle forze russe per colpire le posizioni dello stato islamico nella zona est di Palmira. Un memorandum per “i soci occidentali” della Russia?
Da Al Masdar News:

“La marina da guerra russa ha lanciato vari missili Kalibr contro le posizioni dello Stato Islamico in Siria negli scorsi giorni, come ha informato l’Agenzia Interfax.
Secondo un comunucato della Marina russa, un sottomarino dela flotta stazionata nel Mar Caspio ha lanciato un certo numero di missili contro le posizioni dell’ISIS nella Siria Orientale, nella zona di Palmira, dove l’esercito arabo siriano (SAA) sta attualmente avanzando contro il gruppo terrorista.

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di  Luciano Lago

Si sono finalmente concluse le celebrazioni per i 60 anni della Unione Europea che sono state l’occasione per dare il via ad una valanga di retorica e di propaganda mediante la quale gli eurocrati si sono autocelebrati assumendo l’improbabile ruolo di “protagonisti” della “nuova rinascita europea”. il grande show dell’europeismo è andato in onda, quasi fosse stata la notte degli Oscar.

«Celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei padri fondatori», ha dichiarato il premier Gentiloni, svolgeno il ruolo del “padrone di casa”. Il vertice della Ue, riunito in pompa magna a Roma, ha festeggiato l’anniversario dei Trattati europei, quelli che posero le basi per la nascita dell’Unione Europea.

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di  Alfredo Jalife-Rahme

L’approccio analitico, mediante la lente multidimensionale della volatile situazione degli Stati Uniti- dove si sta sviluppando una lotta selvaggia per il controllo del potere tra Trump ed il “Deep State” (lo Stato profondo) dell’establishment, che desidera addomesticarlo-, apporta letture differenti nel livello interno, in quello esterno e quello commerciale.
Il caos domestico lasciato da Obama e approfondito dal suo successore è salito a livelli anti gravitatori sulle cime burrascose del potere quando lui (Trump) ,sempre più logorato, è stato messo in scacco da uno dei principali componenti del del Deep State: la FBI, con le sue indagini selettive e teledirette che occulta o diffonde secondo la convenienza.

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Il Comando Generale dell’Esercito siriano ha informato che le Forze Armate, in collaborazone con le truppe alleate, hanno recuperato tutti gli edifici e le posizioni dove si erano infiltrati i terroristi del Fronte Al-Nusra, nel corso della loro ultima offensiva avvenuta nella zona delle fabbriche di Jobar (provincia di Damasco).

Secondo le informazioni diffuse dall’Agenzia Sana, le unità d’Assalto dell’Esercito siriano continuano a perseguire i terroristi in fuga a Jobar ed hanno inflitto a questi enormi perdite (si parla di centinaia di terroristi eliminati). Le unità di ingegneria hanno disattivato le mine e gli artefatti esplosivi collocati dai terroristi nelle fabbriche tessili e nelle zone circostanti.
Il quartiere di Jobar e la zona delle fabbriche, nelle ultime 48 ore, si sono trasformate in un cimitero per l’elevato numero di terroristi uccisi.

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Vienna torna a chiedere la “chiusura delle rotte di migranti nel Mediterraneo”.

“La politica sui profughi lungo la rotta Mediterraneo-Italia è sbagliata”, ha ribadito il ministro degli esteri austriaco, Sebastian Kurz, dopo la visita del quartier generale di Frontex a Catania.

“Ogni anno con il numero degli interventi di soccorso cresce anche il numero delle persone che giungono in Europa, ma soprattutto aumenta il numero di chi annega nel Mediterraneo”, ha detto Kurz all’agenzia Apa.

“Chi parla di solidarietà deve anche guardare i numeri, che dimostrano che in questi anni l’Italia e la Grecia non hanno mai avuto più migranti dell’Austria”, ha risposto Kurz alle critiche a Vienna sollevate da Marc Arno Hartwig, della direzione generale Migrazione e Affari interni della Commissione europea, durante un incontro.

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Il presidente del Parlamento libanese indica come una “dichiarazione di guerra” il  progetto di legge Israeliano che darebbe a questo regime il controllo sulle acque che sono in disputa.
“La recente decisione presa da Israele circa le acque territoriali  equivale ad una dichiarazione di guerra contro il Libano”, ha denunciato  giovedì scorso  il massimo responsabile del Potere Legislativo libanese, Nabih Berri.

Il regime di Israele cerca di annettersi una zona di 860 Km. quadrati nelle acque in contenzioso che condividono il Libano e i territori occupati palestinesi, ricche di riserve di gas naturale, secondo quanto riferito questo venerdì dal giornale britannico Independent nella sua edizione digitale.

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Centinaia di civili, in maggioranza donne e bambini, sono morti sepolti sotto gli edifici crollati nella città irachena di Mosul, dopo un attacco aereo statunitense che ha provocato una esplosione massiccia in un quartiere residenziale la scorsa settimana.

Funzionari dell’agenzia di difesa civile irachena e fonti locali hanno riferito il giovedì che i volontari di associazioni umanitarie continuano a lavorare per recuperare i corpi sotto le macerie vicino all’Ospedale Rahma, nel distretto di Yadida, a Mosul, dopo l’esplosione avvenuta il 16 di Marzo.

Fonti irachene hanno descritto il numero dei morti in più di 230. Fino ad ora 130 cadaveri sono stati recuperati dalle macerie.

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di Luciano Lago

“Terrorismo islamico”: è questa la pista principale seguita dagli inquirenti britannici, dopo l’attentato di ieri al Parlamento britannico, nel giorno del primo anniversario della strage di Bruxelles. Nella notte la polizia di Londra ha aggiornato il bilancio: cinque persone sono morte e almeno 40 sono rimaste ferite, tra cui un’italiana. L’attacco è stato compiuto da un uomo vestito di nero, che ha lanciato un suv contro la folla sul ponte di Westminster, di fronte al Big Ben, prima di pugnalare a morte un agente di polizia per poter fare irruzione in Parlamento. L’aggressore, armato di due coltelli, è stato ucciso da un altro poliziotto in borghese. (Aska News)

Dopo le prime incertezze e scambi di persona, è stata rivelata l’identità dell’attentatore: Khalid Masood, 52 anni, originario del Kent, era conosciuto dalle forze dell’ordine. Anche se non era mai stato collegato al terrorismo islamico, Masood era stato già arrestato per aggressione, possesso illegale di armi e altri reati.

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Gli effettivi della Guardia Nazionale russa hanno abbattuto sei terroristi che hanno attaccato una istallazione della Rosguardia (Guardia Nazionale) ubicata nella zona di Nauruskaya in Cecenia, secondo le informazioni ufficiali trasmesse dal Comitato antiterrorismo russo.

Tutti i componenti del gruppo terrorista sono stati abbattuti, come dichiarato nel comunicato.

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