"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Donald Trump

«Donald Trump è entrato in una “kill zone” politica : l’establishment statunitense si sta allineando per eliminarlo». Trump farà la fine di John Fitzgerald Kennedy. Solo che, stavolta, non serviranno pallottole vere: basteranno quelle, virtuali, “sparate” dai media , che rispondono agli ordini dello “Stato Profondo”, cioè il vertice finanziario, l’élite di Wall Street, il Pentagono e i suoi terminali di intelligence, Fbi e Cia.

Lo sostiene il britannico Finian Cunningham, osservatore indipendente, già autore di editoriali per il “Mirror”, l’“Irish Times” e l’“Independent”. «Al giorno d’oggi, l’assassinio politico ad opera dell’autorità costituita non comporta necessariamente la liquidazione fisica di un individuo ritenuto un nemico dello Stato», specie se «la diffamazione di un personaggio pubblico raggiunge lo stesso risultato desiderato, vale a dire l’eliminazione del bersaglio dalla scena pubblica». Ma a impressionate Cunningham è l’inquietante parallelismo con Kennedy: anche Trump, infatti (sia pure a suo modo) si candida a interpretare un cambio di rotta radicale, all’insegna della “fine delle ostilità”: smobilitazione dell’Isis e pace con la Russia.

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JP Morgan Chase Bank

In un articolo del Wall Street Journal viene  svelato all’opinione pubblica internazionale a chi il Governo Renzi ha chiesto di risolvere i problemi degli istituti di credito del Belpaese. La scoperta ha dell’incredibile.

Incredibile davvero ma dal “fiorentino” tutto appare possibile. Dopo aver coordinato tentativi ripetuti e sinora infruttuosi tesi a soccorrere le banche più in difficoltà del paese, il governo italiano si è gradualmente orientato verso un improbabile salvatore: il presidente e amministratore delegato di J.P. Morgan Chase & Co., James Dimon. Il finanziere, riferisce il “Wall Street Journal”, è un “italofilo”: la sua banca ha istituito da tempo una presenza consolidata nel paese ed ha stretto solidi legami con le sue istituzioni.

Al contrario di molte banche europee, può vantare un bilancio in grado di sostenere importanti operazioni di riordino. Resuscitare le banche italiane più sofferenti “è un compito sconfortante e denso di rischi, una delle sfide fondamentali poste dalla finanza europea”: gli istituti di credito del Belpaese, com’è noto, sono gravati da una quantità eccessiva di sofferenze bancarie, e i regolamenti post-crisi impediscono allo Stato di intervenire con decisione per risolvere il problema.

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Forze speciali USA in Siria

di  Luciano Lago

Come avevano previsto vari e qualificati analisti, l’Amministrazion Obama, nell’imminenza delle elezioni presidenziali, sta studiando una soluzione militare in Siria che risolva, a favore degli USA e dei “ribelli” da loro protetti, l’impasse in cui si trova la coalizione USA-saudita che vede la rapida avanzata sul campo delle forze siriane e russe, in procinto di prendere totalmente il controllo di Aleppo con l’ultima battaglia di quella che puo’ essere considerata la “Stalingrado” della Siria.

Per ottenere questo obiettivo, il Pentagono sta esaminando la possibilita’ di fornire appoggio aereo ai ribelli filo USA-Arabia Saudita, permettendo loro di avanzare e nello stesso tempo attaccando direttamente le forze dell’Esercito siriano, come gia’avvenuto sulla base di  Deir Ezxor,dove la coalizione USA ha prima bombardato le truppe siriane (oltre 90 morti) e poi ha sostenuto di essersi trattato di un “errore”, peraltro smentito dai russi che avevano intercettato le comunicazioni radio fra gli americani ed i terroristi dell’ISIS.

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STUDENTS DEMONSTRATION IN ROME

di  Stefano Zecchinelli

Per mantenere la loro egemonia su scala mondiale, l’imperialismo americano punta su una pluralità di mezzi: la finanziarizzazione della economia capitalistica globale; (b) i finanziamenti, nemmeno tanto nascosti, ai movimenti reazionari, dalla riorganizzazione del dissenso tramite la “Sinistra Imperiale” alle squadracce pseudofasciste; (c) l’aggressione militare contro gli stati e le nazioni indipendenti e i movimenti di liberazione nazionale anticolonialisti e antimperialisti. L’egemonia informativa, di Usa, Gran Bretagna ed Israele, resta un problema estremamente complesso che non può essere eluso.

Lo scrittore Roberto Quagliavha posto il problema della unipolarizzazione dell’informazione ( ovviamente a vantaggio degli Usa ) citando la testimonianza del giornalista tedesco Udo Ulkfotte ‘’ che ha lavorato per la Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei principali quotidiani tedeschi, nel suo libro bestseller Gekaufte Journalisten [“Giornalisti venduti”] ha recentemente confessato di essere stato pagato per anni dalla CIA per manipolare le notizie, e che questo è del tutto normale nei media tedeschi’’.

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Manifestazione in Libia

Un nuovo allarme sul terrorismo è stato lanciato dall’intelligence europea.
Secondo quanto riportato da “Eu News”(1),difatti il coordinatore europeo antiterrorismo, Gilles De Kerchove, in un’audizione davanti alla commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha segnalato che la Libia potrebbe diventare la nuova base strategica dell’Isis ed in tal modo venire utilizzata per la pianificazione di nuovi attacchi in Europa.

De Kerchove ha spiegato che “Nonostante il recente successo a Sirte, Daesh è ancora presente in Libia e la preoccupazione è vedere sempre di più il Paese diventare un trampolino per Daesh e il luogo in cui possono essere pianificati gli attacchi verso l’Europa”, ha spiegato De Kerchove agli eurodeputati, ammettendo che “la minaccia resta molto elevata in molti Stati membri”.

Il coordinatore antiterrorismo Ue ha anche sottolineato che la situazione si farà ancora più complicata “quando il califfato collasserà” in Siria e Iraq e vi sarà il ritorno in Europa dei tanti foreign fighters andati a combattere(2) per il Califfato.

NOTE:
(1)http://www.eunews.it/2016/09/26/coordinatore-antiterrorismo-ue-libia-puo-diventare-nuova-base-per-attacchi-isis-alleuropa/68023
(2)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/04/isiscirca-6000-foreign-fighters.html

Cobattenti siriani ad Aleppo

di Thierry Meyssan

Il pubblico occidentale si è entusiasmato per il cessate il fuoco russo-statunitense in Siria e ha creduto che avrebbe potuto portarvi la pace. Ciò significa non avere alcuna memoria dell’inizio della guerra né capire a quale posta in gioco conduce. Spiegazioni…
Il cessate il fuoco in Siria ha tenuto solo per la settimana dell’Eid. Era l’ennesima dopo la firma della pace tra gli Stati Uniti e la Russia. Non è durato più di questa pace e delle precedenti.

Riepiloghiamo i fatti: il 12 dicembre 2003, il presidente George W. Bush firmava una dichiarazione di guerra alla Siria, il Syrian Accountability Act. Dopo una serie di tentativi di aprire le ostilità (vertice della Lega araba nel 2004, assassinio di Rafik Hariri nel 2005, guerra contro il Libano nel 2006, creazione del Fronte di salvezza nel 2007, ecc.), le forze speciali USA passavano all’offensiva nei primi mesi del 2011, mentre si impegnavano a una messa in scena volta a far credere a una “rivoluzione” interna.

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Totò:  "ma mi faccia il piacere"

di Enrico Galoppini

Poveretto, dev’essere proprio allo sbando. Evidentemente i sondaggi per il referendum (quelli veri, quelli che affluiscono al ministero degli Interni) devono essere disastrosi. Disastrosi per lui, s’intende.

Non è servita la militarizzazione della RAI (oramai ridotta ad un megafono della propaganda governativa), non è servita la nuova campagna – inventata di sana pianta – sulle tasse che scendono, non è servito lo scandaloso “aiutino” dell’ambasciatore americano, non è servito nemmeno il servizievole impegno del presidente di Confindustria, giunto al punto di sconfessare praticamente le previsioni (realistiche) del proprio Centro Studi a pro di quelle (fantasiose) del Governo.

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Attacco a Deir Ezzor

L’agenzia russa Sputnik ha segnalato che l’intelligence siriana dispone di una registrazione audio di una conversazione avvenuta tra i terroristi dell’ISIS ed un comandante nordamericano che dirigeva gli attacchi degli aerei della coalizione davanti ai bombardamenti, diretti dagli USA, contro un base dell’Esercito siriano vicino a Deir Ezzor il 17 di Settembre, ha indicato la presidente dell’Assemblea popolare della Siria, lo scorso Lunedì.

“L’Esercito siriano ha intercettato una conversazione tra il comandante nord americano e l’ISIS prima dell’attacco nordamericano a Deir Ezzor”, ha rivelato Hadiya Abbas.

Hadiya Jalaf Abbas, la presidente del Parlamento siriano, ha aggiunto, durante una visita in Iran, che dopo degli attacchi degli aerei della coalizione contro le truppe del Governo siriano, gli USA hanno diretto l’attacco dei terroristi contro l’Esercito siriano.

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Israel Lobby , AIPAC

Normalmente pensiamo ai colonizzatori come a grandi paesi, e ai colonizzati come nazioni più piccole e più deboli. Ma non è sempre così. La colonizzazione non necessita dell’occupazione. Serve semplicemente l’assoggettamento del colonizzato. Con ambizione, informazioni e pianificazioni migliori, e la giusta mentalità, nazioni più piccole possono (e in passato hanno potuto) colonizzare e dominare paesi più grandi e sulla carta più potenti.

L’India è stata colonizzata con successo dalla piccola Gran Bretagna nel diciottesimo secolo. Il veicolo per la colonizzazione fu la Compagnia delle Indie Orientali. Fu solo a seguito dei moti indiani che la Gran Bretagna agì direttamente e mandò truppe per instaurare l’impero anglo indiano. Nei due secoli seguenti l’India è stata svuotata della propria ricchezza, la sua economia fu ristrutturata per sostenere le necessità e le ambizioni globali dell’Inghilterra, e il sui popolo militarizzato per combattere e morire agli ordini della corona britannica. I leader indiani che vollero prendere parte a quest’avventura restarono al potere; quelli che non condividevano questi piani vennero distrutti o emarginati.

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Marine Le Pen

La leader del partito francese, Front National , Marine Le Pen, ancora una volta, ha dichiarato che, in caso di vittoria alle elezioni presidenziali in Francia, riconoscerà ufficialmente la Crimea come parte della RUSSIA.

«Considerando le realtà storiche ed anche la scelta del popolo di Crimea, che è stata chiaramente espressa a seguito di un referendum sull’adesione, io dichiaro che, in caso di una mia elezione alla Presidenza, riconoscerò la Crimea come territorio russo », — ha detto la Le Pen, alla RIA «Novosti».

«Le sanzioni europee, il blocco o anche le crepe nella consegna della nave Mistral alla Russia non sono solo contro gli interessi della Francia, ma violano  la nostra secolare tradizione di potenza, che non ha pari in altri», — ha detto la leader del «fronte Nazionale». Inoltre ha sottolineato che le relazioni tra la Russia e la Francia sono importanti in un mondo multipolare e necessarie per risolvere le crisi internazionali.

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