"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

NEW YORK – La guerra tra la Russia e l’Occidente è quasi inevitabile, perché Mosca sarà costretta prima o poi a rispondere con la forza militare alle pesanti pressioni dei suoi vicini.
lo scrive la rivista americana The National Interest.

Come osservato dalla rivista, l’unica persona che era disposta a tener conto degli interessi nazionali della Russia era Donald Trump, ma dopo la vittoria del “partito anti-russo” negli Stati Uniti, non è più in grado di influenzare effettivamente il corso degli eventi.

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Non possiamo non manifestare il nostro cordoglio per le vittime dell’azione terroristica effettuata a Barcelona ma rifiutiamo di aggregarci al coro degli ipocriti che manifestano sdegno e condanna ma evitano di parlare chiaro e spiegare chi siano i mandanti, i complici e finanziatori del terrorismo islamista in Europa.

Il terrorismo che colpisce, ormai a cadenza precisa, i paesi europei con stragi ed attentati non scende dalla luna ma è un fenomeno che ha precisi mandanti ed ispiratori. Non è la religione islamica intesa genericamente quella che spinge i terroristi a compiere le loro azioni criminali ma è una specifica ideologia travestita da religione, che si chiama wahabismo/salafismo, una deviazione malata della religione mussulmana che viene ispirata e diffusa dalle centrali dell’Arabia Saudita e dal Qatar.

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Il Movimento di Resistenza del Libano, Hezbollah, ha iniziato a piantare decine di alberi, lo scorso sabato, nelle vicinanze dei territori palestinesi occupati.
Nel corso di un evento organizzato da Hezbollah, i libanesi hanno impiantato alberi nella zona di Wazani, un’area nel sud del Libano che rimane vicina alla frontiera con i territori occupati dal regime di Tel Aviv, come ha informato questo sabato la pagina web libanese di El Nashra.

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Nell’opera scritta da Houellebecq, “Sottomissione” (Soumission), l’autore immagina un futuro prossimo in cui un candidato musulmano vince le elezioni presidenziali in Francia e comincia a islamizzare il Paese, a partire dalle scuole e dalle università, fino al punto che perfino istituzioni laiche della conoscenza come la celebre Sorbona diventano università islamiche a tutti gli effetti.

Il processo di islamizzazione arriva fino all’istituzione della poligamia, e non si limita alla Francia. Un partito musulmano conquista il potere in Belgio, mentre in Inghilterra, Germania e Olanda vi sono coalizioni in cui organizzazioni politiche musulmane governano al fianco di partiti laici tradizionali.

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Il portavoce dell’Esercito libanese, il generale Ali Kanso, ha spiegato che l’offensiva, in realtà, non inizia oggi. Lo scorso 8 agosto, infatti, il Consiglio supremo di difesa del Libano, presieduto dal presidente Michel Aoun, ha dato il via libera all’operazione delle Forze armate per “liberare il paese dal terrorismo”.  Ieri, inoltre, sei terroristi sono stati uccisi, tra cui una figura di spicco, a Ras Baalbek ed Al Qaa, nell’area orientale del paese.

La notizia arriva mentre i combattenti di Hezbollah libanese e l’Esercito regolare siriano hanno annunciato un’offensiva simile per eliminare i miliziani takfiristi dal lato siriano del confine con Libano, nella fascia occidentale di Qalamun.

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Lo scorso 10 agosto è apparso sul sito di Russia Insider un articolo a firma di Charles Bausman, l’editore del blog, che ricorda la vicenda del giornalista tedesco Udo Ulfkotte prematuramente scomparso nel gennaio scorso ( Russia-insider.com).

Ricordiamo che Udo Ulfkotte era un brillante giornalista ed inviato speciale sui fronti di guerra che aveva lavorato per molti anni per il Frankfurter Allgemeine Zeitung, una delle principali testate tedesche. Nel 2014 aveva pubblicato il suo libro Gekaufte Journalisten (Giornalisti comprati) sul controllo esercitato dai servizi di informazione americani e tedeschi sulla stampa per condizionare l’opinione pubblica sugli affari internazionali.

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Alwaght, l’ Organizazzione delle Nazioni Unite (ONU) ha accusato, a seguito di una informativa confidenziale, la coalizione saudita di uccidere centinaia di bambini nel corso dell’aggresssione contro lo Yemen.
In questa informativa confidenziale, pubblicata nella rivista statunitense Foreign Policy (FP), si mette in evidenza che l’ONU cerca di includere l’Arabia Saudita ed i suoi alleati nella lista nera dei paesi o gruppi che uccidono o mutilano i bambini.

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Pochi minuti fa, una fonte militare ha informato Al Masdar News circa il fatto che l’Esercito Arabo Siriano (SAA) ed i suoi alleati hanno imposto il controllo del fuoco sulla zona di Humaymah, all’est di Homs, dopo di una feroce battaglia sostenuta questa notte  con l’organizzazione terroristica dello Stato Islamico (ISIS) .
Appoggiato dagli attacchi aerei russi, il 5° corpo dell’Esercito siriano e la 18a divisione corazzata, hanno interrotto le linee frontali dello stato islamico nella parte nordest della regione di Humaymah, aprendosi un varco per liberare i vari punti che erano sotto il controllo del gruppo terroristico nel corso di due anni.

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di   Salvo Ardizzone

In Ucraina si consuma lo scontro fra Washington e Berlino; quel Paese è divenuto il fulcro su cui si gioca l’Ostpolitik tedesca, necessaria alla Germania ma considerata dagli Usa una sciagura da evitare.

Il conflitto nel Donbass, seppur congelato, continua a mietere vittime, e Kiev continua in uno stillicidio di provocazioni perché è quella crisi a garantire a Poroshenko e agli oligarchi di cui esso è l’espressione sia la permanenza al potere, che la prosecuzione degli aiuti occidentali.

Al contempo, nel Paese s’aggrava la repressione di ogni dissenso: secondo i dati raccolti dal giornalista Sergej Monseev, nella sola regione di Kharkov ci sono oltre 900 prigionieri politici, ma in tutta Ucraina ammontano ormai a migliaia, a cui s’aggiungono le sistematiche intimidazione e decine di omicidi politici.

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by  Federico Dezzani

Torna in Egitto l’ambasciatore italiano, richiamato “per consultazioni” nel lontano aprile 2016 sull’onda dell’omicidio Regeni e della successiva grancassa politico-mediatica: la svolta diplomatica è un’esplicita insubordinazione a quegli ambienti atlantici, collocati tra Londra e Washington, dove è stato pianificato l’assassinio del giovane ricercatore con lo scopo di minare le relazioni italo-egiziane.

C’è da chiedersi le ragioni dell’inattesa mossa di Palazzo Chigi, dopo mesi di sudditanza alla linea angloamericana. L’attivismo francese in Libia, forte dell’intesa con Mosca ed il Cairo e del placet di Donald Trump, ha costretto Roma a riallacciare i rapporti con l’Egitto: era concreto il rischio di essere marginalizzati del tutto dai nuovi assetti mediterranei.

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