"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di  Luciano Lago

Il primo incontro fra i due presidenti , Trump e Putin, si è appena concluso e sull’evento si profilano una marea di commenti e una quantità di retorica circa i nuovi rapporti fra le superpotenze, il superamento della nuova “guerra fredda”, il nuovo canale di comunicazioni aperto, ecc. ecc..

Ci permettiamo di esprimere molti dubbi che tutto questo sia una propettiva reale. Per quello che ci riguarda, abbiamo compreso già da tempo che il presidente Trump, al di là di essere imprevedibile, con le sue tante chiacchiere ed i suoi discorsi (in buona pate strampalati) cerca di lanciare una cortina fumogena per nascondere la sostanza di essere lui un presidente che viene tenuto in ostaggio da più settori interni del “Deep State” e che per districarsi da questa incomoda situazione si è venduto alla lobby più potente che esiste negli Stati Uniti, quella sionista/evangelica.

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In occasione di una conferenza stampa a Mosca, Matteo Salvini ha parlato ai giornalisti presenti sul tema delle sanzioni alla Russia ed ha confermato la nuova posizione politica del Governo Italiano, critica nei confronti dell’Unione Europea per una serie di questioni e non soltanto quella dei migranti.
La conferenza stampa si è tenuta nella sede dell’agenzia stampa Tass, a Mosca.

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Gli Stati Uniti, il Canada e diversi paesi europei, in particolare la Gran Bretagna e la Francia, stanno prendendo in considerazione l’evacuazione dei componenti degli elmetti bianchi (White Elmets) notoriamente affiliati ad Al-Qaeda e dei loro parenti dalla Siria.

Secondo la rete della CNN, il piano prevede il trasferimento di circa 1.000 membri dell’organizzazione e delle loro famiglie in altri paesi, come il Canada, il Regno Unito o la Germania.
Secondo fonti citate dal canale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollevato la questione al vertice della NATO a Bruxelles e le delegazioni occidentali hanno convinto Trump a esaminare le rotte di evacuazione con Israele e Giordania.

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di  Pepe Escobar

Trump ha ragione – La NATO è obsoleta, e se l’Europa vuole combattere i nemici immaginari, dovrebbe pagarsi le spese a modo suo
Terrorizzati da Trump, gli eurocrati di Bruxelles in questi ultimi giorni hanno trasmesso i loro timori ad Asia Times circa la fine della NATO, la fine dell’Organizzazione mondiale del commercio, persino la fine dell’UE.
Il livello d’isteria è giunto al culmine. Dopo il vertice della NATO a Bruxelles, il declino definitivo dell’Occidente è stato dichiarato da un accordo fatto mentre il presidente Trump si preparava a incontrare il presidente Putin a Helsinki.

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La Russia aveva chiesto ed ottenuto dall’Iran di avere l’accesso nella base aerea iraniana di Hamedan per schierare i suoi pesanti bombardieri strategici TU-22M3.
Levan Dzhagaryan, ambasciatore della Russia in Iran, in questi giorni ha improvvisamente fatto valere quella che sembra la possibilità che le forze aeree russe ancora una volta utilizzino la base aerea di Shahid Nojed vicino ad Hamadan in Iran.
I media russi con riferimento all’esperto di difesa iraniano Babak Taghvaee, hanno riferito che il Ministero della Difesa russo aveva chiesto ufficialmente all’Iran di fornire l’accesso per schierare i suoi pesanti bombardieri nella base aerea di Hamedan.

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La campagna lanciata dagli USA per usare le sanzioni come un’arma di routine della guerra economica ha persino incluso il blocco dell’accesso ai dollari USA. Stiamo già assistendo a una diminuzione della domanda di dollari, come la risposta naturale di vari paesi per essere più indipendenti possibile dal commercio del dollaro.

In ogni caso c’è un effetto a catena che va oltre il problema della valuta. I paesi stanno anche spostando le loro riserve auree dagli Stati Uniti per paura che possano essere “trattenute” in una futura mossa di guerra economica degli Stati Uniti, che è passata dalla estorsione e ricatto sotto il regime di Trump.

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“Festa per il Gay Pride al centro estivo di Casalecchio , rabbia dei genitori
Casalecchio di Reno (Bologna), 13 luglio 2018 – Il Gay Pride si festeggia anche al centro estivo dell’asilo, aperto per i bambini fino a 5 anni. Laboratori di pittura e scrittura, letture orientate al mondo omosessuale e persino i volti colorati con l’arcobaleno della parata. Accade nella scuola dell’infanzia del quartiere Meridiana di Casalecchio, cittadina satellite di Bologna.
Le educatrici del centro estivo – gestito da una cooperativa (la Coop Dolce) – hanno voluto fare celebrare il giorno prima anche ai bambini.
I genitori ignari hanno scoperto la scelta educativa quando sono andati a ripredersi i bimbi. Ad accoglierli, oltre a i figli, i cartelloni finali dell’attività, con tanto di foto dei piccoli in versione parata arcobaleno: «Oggi ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride!!!». E per evitare equivoci, il cartellone chiosa con un «Viva l’amore!» che fa tanto politicamente corretto”. (da Il Resto del Carlino)

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Sembra ormai sulla via dell’archiazione la morte  del giornalista investigativo Bechir Rabani, che si era infiltrato nei gruppi violenti di sinistra come gli antifas ed era  stato trovato morto nel dicembre 2017, poco dopo aver presentato delle denunce sui finaziamenti occulti del finanziere globalista George Soros a queste organizzazioni.

Bechir Rabani, 33 anni, di origine palestinese, con passaporto svedese, era un giornalista indipendente e blogger molto conosciuto in Svezia per le sue inchieste e per le sue rivelazioni circa le collusioni fra i settori dell’alta finanza e le organizzazioni pro immigrazione che operano in Europa. Alcune delle sue inchieste avevano suscitato reazioni ed attacchi dagli ambienti della sinistra mondialista e dai media ufficiali che lo accusavano di “complottismo”.

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Circa 7.000 persone sono scese nelle strade di Tel Aviv per protestare contro un disegno di legge controverso che dichiara Israele esclusivamente “lo stato-nazione del popolo ebraico”.

Diversi politici israeliani, attivisti sociali, personalità pubbliche e legislatori hanno preso parte alla manifestazione di sabato per condannare la natura discriminatoria della misura legislativa.

Il disegno di legge dovrebbe arrivare a un voto finale al parlamento israeliano (Knesset) lunedì. Se approvato, potrebbe diventare parte delle leggi fondamentali di Israele che servono come costituzione de facto.

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Jean-Claude Juncker, lo stimato presidente della Commissione europea, ha uno dei posti di responsabilità più difficili e stressanti al mondo. Deve fare finta che molte persone e paesi che si odiano a vicenda e che sono impegnati costantemente in battibecchi e che si pugnalano alle spalle, si amino davvero.

A lui sono affidate decisioni delicate e difficili e deve risolvere situazioni complicate fra i soci dell’Unione Europea.

L’unico modo per far sparire lo stress quotidiano di questo incubo europeo – seppur temporaneamente – è quello di stimolare alcune bottiglie di vino prima di pranzo, molte altre durante e dopo il pranzo, e poi alcune di vodka e gin dopo che il suo staff lo ha tirato fuori da una pozza di vomito intorno alle cinque e lo abbia ripulito.

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